Renzi si tira fuori: “Nessuna guerra in Libia per rispondere all’ISIS”

Renzi, diversamente da quanto hanno detto e lasciato intendere Valls e Cameron, ritiene che l’attacco al cuore dell’Europa, platealmente rivendicato dall’Isis, richieda una risposta immediata, forte e comune dell’Unione, in termini di collaborazione tra gli apparati di sicurezza e di intelligence, ma evitando «reazioni impulsive» e mantenendo la calma. Cioè, in altre parole, senza pensare che all’atto di guerra messo a segno in Belgio dal terrorismo islamico si debba necessariamente rispondere con la scorciatoia della guerra in Libia, si legge su “la Stampa”.

Renzi non vuole andare in guerra in Libia

per questa ragione che il presidente del Consiglio ha avviato subito una serie di contatti con Hollande, Juncker e Merkel, offrendo piena disponibilità e cercando anche di sondare le effettive intenzioni dei partners europei. La linea di prudenza, scelta da tempo da Palazzo Chigi e mantenuta anche ieri, si fonda, non soltanto sulle valutazioni dei servizi, ma anche sull’esperienza fatta in anni passati dall’Italia alle prese con il terrorismo interno, e sulla consapevolezza che la lotta al terrore richiede un lungo lavoro preparatorio e una il più possibile completa condivisione delle indagini e delle informazioni acquisite da informatori e collaboratori di giustizia. Da questo punto di vista l’idea che quanto è accaduto ieri a Bruxelles possa essere considerato una vendetta per l’arresto di Abdeslam Salah non sta in piedi.

Una serie di attentati non si realizza in poche ore.

Ma prima di arrivare alla Libia c’è un’altra ragione per cui il presidente del Consiglio preferisce un approccio razionale all’emergenza terrorismo, piuttosto che soluzioni affrettate che potrebbero rivelarsi più rischiose. Renzi ricorda bene le conseguenze dell’11 settembre sull’America sconvolta dall’attacco alle Torri: la gente tappata in casa, negozi e ristoranti vuoti, il ripiegamento del modello del Paese più dinamico al mondo verso una generale ondata di pessimismo e una gelata economica che ci vollero mesi e mesi per superare. L’Europa che non è ancora uscita pienamente dalla crisi del 2007, di tutto ha bisogno all’infuori di questo, ragiona Renzi con i suoi interlocutori, spiegando che la lotta al terrore può essere condotta con la necessaria durezza non intaccando, finché è possibile, il modo di vivere della gente e non cancellando del tutto la serenità quotidiana delle famiglie.