A piedi da Bologna a Palazzo Chigi, ma Renzi non riceve il sindaco podista

Si è inventato podista per protesta contro i tagli del governo ai piccoli Comuni, Marco Mastacchi sindaco di Monzuno, nel Bolognese. Dopo 12 giorni di marcia è arrivato a Palazzo Chigi, dove il premier Matteo Renzi si è ben guardato dal riceverlo. «La segreteria di Renzi – ha raccontato Mastacchi – mi ha detto che il presidente è impegnato e con così poco preavviso non è riuscito a liberarsi (12 giorni)». Dodici giorni e neanche un minuto da dedicare al sindaco camminatore.  Più facile immaginare che il motivo sia prettamente politico: il sindaco, eletto con una lista di centrodestra, in questa sua impresa ha ricevuto il sostegno di tutti i partiti di centrodestra, a cominciare da Fratelli d’Italia. «Guardiamo con favore e sosteniamo l’iniziativa del sindaco Mastacchi – ha scritto in una nota Fabrizio Nofori, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Bologna – che pone all’attenzione del Governo la questione dei Comuni, letteralmente strozzati, tra tagli e patto di stabilità, e che  – chiosa – sono sempre più in difficoltà nell’erogare servizi essenziali ai cittadini con le pochissime risorse che lo Stato mette a disposizione. In bocca al lupo, sindaco!».

Il sindaco podista portava la protesta dei piccoli Comuni

Ad accompagnare Mastacchi, c’era anche il camminatore 82enne, Alessandro Bellier, una specie di leggenda vivente della specialità. Durante il cammino, percorso in 12 tappe, si sono tenuti incontri in cui il sindaco bolognese  ha visto 28 sindaci di comuni simili a Monzuno che si sono aggregati alla protesta. Il risultato? «Alla fine non sono stato ricevuto da Renzi», ha raccontato su Fb Mastacchi. «Mi ha ricevuto il suo consigliere economico Prof. Luigi Marattin. È stato molto cortese, mi ha spiegato le politiche economiche del governo ma dal punto di vista tecnico. L’ho fatto parlare con il nostro ragioniere Dottor Sammarchi con il quale si sono confrontati sulle novità contabili 2016. Alla fine gli ho rappresentato le nostre difficoltà e gli ho chiesto di trasferire a Renzi il mio messaggio. Non so quanto servirà quello che ho fatto ma spero serva per cominciare a smuovere gli animi dei miei colleghi». Di sicuro è servito a far emergere l’ennesima figuraccia di Renzi.