Rai: chi è Massimo Coppola, l’ex vj che preferisce i Simpson a Hegel (VIDEO)

Si scrive Rai, si leggerà Mtv? Prosegue l’arruolamento da parte di Antonio Campo Dall’Orto (ex direttore di Mtv Italia) di suoi ex collaboratori. L’ultimo arrivato è Massimo Coppola, ex vj di Mtv. Secondo quanto riferisce Primaonline, il quarantatreenne salernitano, sarà il «consulente editoriale per l’elaborazione di strategie e prodotti e per il supporto al posizionamento di brand e reti».

Massimo Coppola, dai video musicali alla carriera di manager

Coppola, già direttore editoriale di Rolling Stones, è autore televisivo, editore e regista. Proprietario e direttore editoriale della casa editrice di Milano Isbn Edizioni, da lui fondata assieme a Luca FormentonGiacomo Papi nel 2004., ha mosso i primi passi in televisione come conduttore di programmi di MTV, “Brand:New” (2000-2003), “Pavlov” (2003-2004), “Avere Ventanni”, (2004-2006), trasmesso successivamente da LA7 (2007). Ha anche scritto e condotto “Cocktail d’amore”, in onda su Rai 2 (2001-2003) e per Rai Radio 2 “99 alle 9”, dal 1997 al 2000. Nel 2010 ha presentato al Festival di Venezia il suo primo lungometraggio “Hai paura del buio”.

Massimo Coppola da Mtv come il dg Campo Dall’Orto

Che cosa aspettarsi da Coppola? Ecco un piccolo assaggio, da un intervista a Deejaj tv del dicembre 2013.  «In italia c’è un’assurda divisione ottocentesca tra cultura alta e cultura bassa. I Simpson non dico che valgono quanto Hegel, ma sono altrettanto rilevanti», dice Coppola. L’occasione dell’intervista è la presentazione del programma Masterpiece, un talent dedicato agli aspiranti scrittori, uno dei più clamorosi flop della Rai degli ultimi anni. Nell’intervista Coppola esprime qualche parere controcorrente anche sulla letteratura. «Jack Kerouac è totalmente sopravvalutato e scrive anche abbastanza male». Come editore di Isbn, Coppola in passato era stato tirato in ballo da alcuni autori e traduttori per dei mancati pagamenti. Una polemica nata dai tweet dello scrittore Hari Kunzru, che lamentava di non essere stato pagato dall’editore italiano. Sulla scia si erano scatenati altri collaboratori della casa editrice e, indirettamente, contro il suo socio e fondatore.