Ma quali mimose, la vera battaglia per le donne si fa contro l’utero in affitto

Le donne non si difendono con la retorica, ma con azioni reali. «L’8 marzo sia dedicato a una battaglia planetaria contro la vergogna dell’utero in affitto. Liberiamo questa scadenza da una retorica formale ma andiamo alla sostanza dei problemi». L’invito a dedicare la festa della donna alla lotta contro l’utero in affitto e a tutte le donne vittime dell’abuso è stato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

Festa delle donne e l’invito a dire “no” alla violenza delle spose bambine

«Oggi – ha rilevato – la grande minaccia che grava sulle donne, soprattutto le più deboli nelle parti più povere del pianeta, è lo sfruttamento del loro corpo con la turpe pratica dell’utero in affitto che interessa sia coppie omosessuali che etero in questa ignobile azione di sfruttamento. Ma in questa giornata dobbiamo anche ricordarci di tante donne vittime di inaudita violenza come le spose bambine in Afghanistan. Una delle ultime vittime di questa imposizione è Mah Gul, trovata morta forse suicida perché non ha voluto accettare una violenza che in alcune parti del mondo è considerata normale. Un 8 marzo dedicato a donne sfruttate e massacrate – ha concluso Gasparri – per le quali nessuno spende parole chiare di impegno e di solidarietà affinché siano libere e padrone della propria vita». Daniela Santanchè, dal canto suo, ha posto l’attenzione sulle donne schiave dell’Isis: «L’8 marzo sia l’occasione per ricordare le tante bambine e le tante donne musulmane che oggi vivono come schiave». L’Isis, ha detto la deputata di Forza Italia, «ha mostrato al mondo intero la barbarie e le condizioni disumane in cui si trovano oggi costrette a vivere le donne. Aiutiamole in ogni modo a fuggire da un incubo che le annulla nella loro dignità umana. Le donne hanno diritto alla piena libertà e a pieni diritti, non a burqa che annullano la loro esistenza umana».