Putin libera Palmira dai tagliagole, ma l’Occidente nasconde la notizia

Vladimir Putin ha liberato Palmira. Ma la notizia è stata ben nascosta dai media europei. Grandi foto del sito archeologico patrimonio dell’Umanità liberato, delle devastazioni subite dalla follia dei jihadisti, ma poche spiegazioni. Poche righe, di sfuggita, a merito dei martellanti raid russi e della capacità militare dei soldati di Assad e dei consiglieri iraniani sul campo. Dopo aver frignato per mesi e mesi sullo scempio perpretato, dopo aver versato torrenti di parole sdegnate  per un patrimonio a rischio distruzione, dopo aver inveito contro i profanatori di siffatte vestigia eccolo il silenzio totale e perciò assordante verso chi quel patrimonio di cultura ha restituito alla legittima fruizione dell’umanità intera. Silenzio perchè non si può dire: “Grazie Putin!”. Silenzio perchè non si puo dire “Grazie Assad!”. Silenzio perchè non si può dire: “Grazie Iran e Hezbollah!”. Silenzio perchè sono tutti imbarazzati. Anni di dichiarazioni bellicose, di pronto intervento, di minacce a go-go e poi quando a togliere le castagne dal fuoco è il sangue e l’intraprendenza altrui tutti zitti. Palmira è liberata perchè Putin s’è rivelato uno stratega efficiente e determinato. Palmira è di nuovo patrimonio dell’umanità perchè russi, iraniani e siriani lealisti si sono sacrificati, hanno condotto una battaglia e hanno sconfitto i jihiadisti del Califfo. Ma Palmira è una dimostrazione e un monito. È una dimostrazione chiara che se e quando davvero si vuol mettere fine allo scempio dei tagliagole di al-Baghdadi non c’è altra strada che l’intervento deciso: ciò che ha fatto Vladimir Putin col sostegno degli sciti iraniani e che, invece, si è ben guardato dal fare Barack Obama sempre attento a non innervosire i sunniti sauditi. Ed è un monito a tutto il mondo cosidetto libero a non farsi infinocchiare dalle tesi precostituite: se avessero abbattuto Assad, come due anno addietro erano intenzionati a fare sulla scia dell’affare Gheddafi, oggi, invece di avere una Palmira liberata, con gli sminatori russi in azione, avremmo tutta quell’area in mano ai tagliagole del Califfo foraggiato dall’Arabia Saudita.