Porta i fiori sulla pista di sci dove era morto il figlio: multato dai vigili

Multato per aver portato un mazzo di fiori sulla pista da sci dove era morto il figlio. Il Comune di Cortina d’Ampezzo, come riporta il Gazzettino, ha respinto il ricorso di Mauro Rossato, un ingegnere di Mestre padre del piccolo Andrea di 9 anni, scomparso cinque anni fa schiantandosi contro un albero con gli sci su una pista (il Canalino del Canalone della Tofana) che da allora è stata chiusa. Proprio quel provvedimento di chiusura per quella pista ritenuta pericolosa, per gli agenti in servizio sulle nevi ampezzane è alla base della multa inflitta a Rossato nell’inverno 2015. Il padre voleva ricordare Andrea (al quale è intolata anche una Fondazione) lasciando dei fiori accanto al larice dove il piccolo, che gareggiava con lo Sci club Nottoli di Vittorio Veneto, era spirato. «Per raggiungere l’albero – racconta Rossato – ho percorso una pista vicina. Poi mi sono addentrato nel bosco all’altezza del punto che volevo raggiungere. Ci sono arrivato accanto, ma una ventina di metri più sotto. Sprofondavo nella neve, così ho messo gli sci per risalire a scaletta». La sua manovra è stata notata da un agente di Polizia che gli ha contestato l’invasione nella pista chiusa. «Ho cercato di spiegare che non avevo percorso la pista chiusa ma ci ero arrivato da un’altra parte – aggiunge il padre -. Nulla da fare». Rossato ha pensato di ricorrere contro la multa al sindaco di Cortina spiegando le sue ragioni ma il ricorso è stato respinto.

Il sindaco si discolpa: «Hanno deciso i vigili»

«Quella di negare il ricorso è stata una decisione presa in autonomia dal Comandante dei Vigili urbani di Cortina dopo aver ascoltato le controdeduzioni della Polizia di Stato». È la precisazione fornita dal sindaco di Cortina Andrea Franceschi in merito al ricorso respinto di un padre di Mestre multato per aver raggiunto una pista chiusa della località ampezzana per portare un mazzo di fiori accanto all’albero dove si è schiantato sugli sci il figlio di 9 anni. «Né io né la Giunta abbiamo mai respinto alcun ricorso – puntualizza Franceschi -. La richiesta di Rossato infatti si è fermata presso gli uffici della Polizia Locale, così come prevede la normativa». Il sindaco si dice “dispiaciuto per il triste fatto in se'”, ma dice di non voler aggiungere altro “per rispetto dei soggetti coinvolti e della loro sensibilità”.