“Porca putt…” Trapattoni telecronista è già cult (VIDEO)

Dallo “Strunz” del 1998 al “porca puttana” e “‘..orcozzio” di martedì sera: Giovanni Trapattoni è sempre il mitico Trap, e trasforrma la telecronaca di Germania-Italia in un live come fosse in panchina, fatto di incitamenti, esortazioni, pungolo….e qualche scivolone. Mancano pochi minuti alla fine del match di Monaco di Baviera, con gli azzurri che soccombono 4-1, la palla arriva a Okaka che però si impappina e sbaglia il passaggio. Così mentre il telecronista Alberto Rimedio si limita alla cronaca («Passaggio in profondità di Okaka… intervento di Mustafi»), ecco che l’ex ct in sottofondo si lascia andare a un più espressivo “dai dai prima…no…porca putt..”. Un commento appassionato che già nel primo tempo aveva battezzato Thiago Motta, a cui avevano appena portato via la palla, con un altro eloquente “attento…attento…orcozzio”. Frame video che sono subito diventati cult sulla rete.

Trapattoni: “Le idee sono come le palle. Ognuno ha le sue”

Il 77enne tecnico di Cusano Milanino non se la prende più di tanto, anzi entra in tackle contro quanti sbeffeggiano il suo colorito commento tecnico («Bene….tentooo, bravoo…saliiii, falloooo», ripete più volte nell’arco dei 90 minuti). «A me non me ne frega niente delle opinioni di questi soloni – replica il Trap – Le opinioni sono come le palle, ognuno ha le sue. Ripeto, non-me-ne fre-ga-nul-la – scandisce – Io sono nel calcio da 50 anni e qualcosa ho contato. Delle opinioni degli altri non me ne frega nulla. Io non faccio il giornalista ma vivo le situazioni tecniche e vivo il calcio in maniera genuina», ricorda il Trap a quanti irridono il suo apporto televisivo. «Ognuno faccia il suo mestiere – chiude – e chi vuole fare bla bla bla lo faccia pure. A me non me ne frega niente di queste opinioni e di questi soloni».

 

 

Mediaticamente parlando, il mito del Trap nasce il 10 marzo del 1998 quando allenava il Bayern Monaco, con l’ormai famosa sfuriata in tedesco maccheronico nei confronti di uno suo giocatore che aveva il torto di chiamarsi Strunz. In una tumultuosa conferenza stampa l’ex ct lo apostrofò con un coloritissimo “Was erlaube Struuunz!!!” («Cosa si permette questo Strunz») dopo che il giocatore aveva rivelato di essere stato preso di mira dall’allenatore per errore. Da allora sono passati 18 anni ma YouTube continua a sfornare milioni di visualizzazioni per quel suo straziante ed allo stesso tempo divertentissimo «Strunz! Was erlaube Struuunz!» divenuto sinonimo di empatica italianità.