Polemica in Spagna: il Castello di Francisco Franco sta andando a pezzi

La notizia arriva dalla Spagna: a 41 anni dalla morte di Francisco Franco il suo castello del Canto del Pico, nella Sierra vicino a Madrid è oggi abbandonato e in rovina, porte e finestre sono sfondate. Per 35 anni il castello, eretto nel 1920 dal terzo Conte de las Almenas su una alta roccia, è stato il rifugio vicino a Madrid del Caudillo, che vi trascorreva i weekend in famiglia. I servizi segreti inoltre lo invitavano a spostarsi nell’imprendibile Canto del Pico ogni volta che temevano un attentato. Il castello era stato dichiarato Bene di Interesse Culturale nel 1930. Il suo primo proprietario, il conte de las Almenas, raffinato collezionista, aveva fatto prelevare elementi artistici ed architettonici di grande valore da palazzi, castelli e monasteri di ogni parte del Paese – colonne, capitelli gotici, tutto un chiostro quattrocentesco di un monastero cistercense – per arricchirlo. Nel 1936, all’inizio della guerra civile spagnola, il castello era stato requisito come quartiere generale dell’esercito repubblicano nella battaglia di Brunete. Morendo di depressione dopo la scomparsa del figlio, ucciso durante la Guerra Civile, il conte lasciò per testamento nel 1940 il Canto del Pico a Franco, che era diventato capo dello Stato. Alla morte del Caudillo il castello passa alla nipote Maria del Mar Martinez-Bordiù, che lo vende nel 1988 ad una società che vuole trasformarlo in albergo di lusso. Ma passano gli anni e non succede nulla. Negli anni Ottanta, lasciato senza guardiani e disabitato, il castello viene depredato. Vengono rubate le preziose collezioni del conte e di Franco. I suoi preziosi elementi architettonici sono venduti. Scompaiono capitelli romani, libri, sculture e mobili. Nel 1998 un incendio distrugge il tetto e danneggia fortemente tutta la struttura. Da allora, scrive Abc, il Castello appare come un tetro «fantasma ancorato alla roccia di Torrelodones» ai cui piedi scorre ora l’autostrada A-6 Madrid-La Coruna. È stato iscritto sulla Lista Rossa del Patrimonio da salvare. Per ora senza grande successo.