Ecco perché “i nazisti dell’Illinois” non hanno fatto parlare Donald Trump

Per la prima volta dall’inizio della campagna elettorale presidenziale, il frontrunner repubblicano Donald Trump è stato costretto a cancellare un raduno a Chicago, rinviandolo ad altra data, per motivi di sicurezza, dopo che molti suoi contestatori erano entrati nell’arena dove era atteso per un comizio. La decisione, resa nota dal suo staff, è stata presa dopo un incontro tra Trump e le forze dell’ordine. «Sarebbe stato più facile tenere il comizio, ma abbiamo ritenuto che ci sarebbero stati rischi. Volevo che nessuno si facesse male», ha detto il candidato repubblicano alla Casa Bianca, spiegando perché il comizio di Chicago è stato cancellato. Trump è poi intervenuto a Dayton, in Ohio. Fra i contestatori che hanno creato problemi a Chicago causando la cancellazione del comizio «c’erano alcune persone legate a Bernie (Sanders, ndr), il nostro amico comunista», ha accusato Donald Trump, sottolineando che i manifestanti contrari erano organizzati, erano ”professionisti”. Si tratta di persone che «non vogliono vedere l’America tornare grande. Bernie dovrebbe dire alla sua gente di essere gentile. La mia lo è», afferma Trump, precisando che non c’erano invece sostenitori di Hillary. Ma la tensione non è ancora scesa: un uomo ha cercato di salire sul palco dove Donald Trump aveva da poco finito di parlare a Dayton, costringendo il Secret Service a intervenire per proteggere il tycoon.

Trump ha responsabilmente annullato il comizio in Illinois

Tornandoa Chicago, due ufficiali di polizia feriti e cinque persone arrestate rappresentano il bilancio degli incidenti al comizio di Donald Trump e che hanno costretto il repubblicano a cancellare il raduno. Lo riporta la Cnn on line. Uno degli agenti è stato colpito alla testa con una bottiglia. Secondo la Nbc che cita il Chicago Fire Department i feriti sarebbero in tutto sei, di cui tre con ferite di entità minore. Inoltre uno dei giornalisti della Cbs è stato arrestato e accusato di aver opposto resistenza al suo arresto nel corso delle contestazioni e degli scontri seguiti all’annullamento del comizio a Chicago. Il giornalista Sopan Deb era all’Università del’Illinois per intervistare sostenitori di Trump e manifestanti contrari al tycoon. Deb stava girando un video all’esterno quando è stato gettato a terra dalla polizia e ammanettato. Che quella contro Trump sia una contestazione orchestrata, lo prova il fatto che poche ore prima del comizio annullato di Chicago, la polizia di St.Louis ha arrestato 31 persone accusandole di disturbo della quiete pubblica, e una accusata di aggressione di terzo grado, durante le contestazioni che hanno accompagnato un comizio di Trump a St. Louis, nel Missouri. Facendo fronte alle critiche per il clima violento che ha finito per contraddistinguere i comizi del candidato repubblicano, con frequenti scontri tra sostenitori e avversari, Trump ha continuato a schernire chi interrompeva il suo discorso alla Peabody Opera House promettendo che la polizia e il servizio d’ordine si sarebbero comportati con moderazione nei loro confronti, allontanandoli pacificamente. «A loro è permesso interromperci orribilmente e noi dobbiamo essere molto pacati – ha detto Trump -. Loro possono spingere e picchiare, ma se noi gli rispondiamo è terribile, vero?». E ancora: «Tornate a casa da mamma» e «andate a cercarvi un lavoro». I manifestanti sembravano essersi allontanati senza incidenti. Più tardi però la polizia ha dato notizia dei 31 arresti.