Pedinamenti e lanci di uova, dopo Panebianco collettivi ancora scatenati

Nuova azione del collettivo Cua, uno dei gruppi che contesta il professor Angelo Panebianco. Gli attivisti hanno pedinato due guardie giurate che si occupano a Bologna della sorveglianza di uffici dell’università. Al grido di “fuori le ronde dall’università” il collettivo ha impedito loro l’accesso a una portineria in via Zamboni anche con un lancio di uova.

L’aggressione a Panebianco

Il clima all’università di Bologna è sempre più teso. Il 22 e 23 febbraio i collettivi avevano preso di mira pesantemente il prof Panebianco, uno dei maggiori politologi italiani nonché uno dei più apprezzati editorialisti del Corriere della Sera. Prima c’era stato un blitz del collettivo Cua, poi la lezione che Panebianco stava tenendo a Scienze Politiche era stata interrotta da una gazzarra, messa in atto da alcuni studenti che sedevano tra i banchi. Incalzato da una serie di domande provocatorie, il docente aveva deciso di sospendere la lezione e spostarla in un’altra aula. Fra gli studenti che avevano inscenato la protesta c’erano alcuni esponenti del collettivo Hobo, lo stesso che nel 2014 organizzò un blitz con vernice rossa contro lo studio di Panebianco. Nei giorni successvi c’erano state altre forme di protesta contro quella che demagogicamente i collettivi hanno definito una “militarizzazione” dell’università. Lo stesso Panebianco ha deposto nei giorni scorsi in procura contro i collettivi di sinistra. Proprio qualche giorno fa c’erano state nuove ostilità durante l’inaugurazione dell’anno accademico.

La procura procede per violenza privata

Ora arrivano nuove tensioni dei collettivi. La procura, informata dalla Digos, dopo il pedinamneto di martedì procederà per violenza privata. «Questo comportamento – ha detto il procuratore aggiunto Valter Giovannini – ha impedito a dei lavoratori di svolgere il proprio compito. Valuteremo velocemente quali decisioni adottare». L’impressione è che possano essere chieste misure, come ad esempio divieti di dimora. Tra i manifestanti, una quindicina, c’era anche l’attivista che in passato appese un cartello al collo all’ex rettore Ivano Dionigi.

Altri blitz dei collettivi all’università di Bologna

Sempre martedì un altro gruppo, legato ad Hobo, ha invece fatto un blitz a Scienze politiche, con manifesti sugli studi dei docenti solidali con Panebianco.«Respinte le ronde da via Zamboni! Pochi minuti fa due sceriffi pagati dall’Università sono entrati, pistola alla cintura, dentro la facoltà di lettere in via Zamboni 38. Qui, nelle nostre strade, non c’è mai stato e mai ci sarà spazio per ronde armate», ha scritto il collettivo Cua sulla propria pagina Facebook. Il lavoro delle guardie giurate, aveva specificato lunedì l’ateneo, rientra nella decisione di estendere un servizio di sorveglianza già in essere da tempo, dovuta al fatto che sono stati segnalati episodi di microcriminalità (piccoli furti, armadi aperti) in diversi uffici. «Questa iniziativa non ha assolutamente nulla a che vedere con quelle messe in atto per la protezione al professor Panebianco, né con le iniziative in programma per la riqualificazione di via Zamboni. L’ateneo non intende in alcun modo provvedere autonomamente alla propria sicurezza, al contrario intende ribadire che esiste un saldo e collaborativo rapporto con le forze dell’ordine», aveva spiegato il prorettore vicario Mirko Degli Esposti.