Orrore in casa: 88 anni, agli arresti domiciliari, violenta un bimbo di 5 anni

A 88 anni sta scontando in carcere condanne definitive per complessivi 14 anni per violenza sessuale su minori; e in cella, a Pescara, ha ricevuto la notifica di un nuovo ordine di custodia cautelare per un episodio risalente al 2015, quando stava beneficiando degli arresti domiciliari per motivi di salute. Situazione che non gli avrebbe impedito di compiere atti su un bimbo di soli 5 anni, con il consenso del padre di quest’ultimo, operaio 25enne, ora arrestato anche lui. Antonio Cocchiaro, classe 1928, tornato in carcere il 19 febbraio scorso, è accusato ora di violenza sessuale aggravata continuata. Il padre del piccolo, che per cedere il figlio avrebbe ricevuto piccole somme di denaro, era stato a sua volta vittima delle attenzioni del pedofilo quando era tredicenne. I due sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Pescara, in esecuzione di misura cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale Antonella Di Carlo su richiesta del pm Rosangela Di Stefano. Cocchiaro è noto alle cronache per reati commessi in passato nei confronti di diversi minorenni, generalmente ragazzini extracomunitari in condizioni di disagio, che contattava e faceva andare a casa sua promettendo loro denaro, cibo, capi di vestiario. Nel carcere pescarese di San Donato sta scontando condanne per sentenze passate in giudicato nel 2009 e nel 2013; arrestato nel 2013, poi nel maggio 2014, aveva avuto il beneficio dei domiciliari. Le indagini della Mobile, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, hanno permesso di appurare che Cocchiaro, anche ai domiciliari, avrebbe compiuto atti sessuali sul piccolo. Le inequivocabili risultanze investigative, corroborate dall’esito dell’audizione in forma protetta del minore, avevano già consentito al Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila di revocare i benefici di legge precedentemente concessi a Cocchiaro che, infatti, lo scorso 19 febbraio, era stato rinchiuso in carcere, dove sta espiando la pena. Il Gip presso il Tribunale di Pescara ha emesso ieri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche per il padre del bambino, eseguita in queste ore.