Ormai Trump è il “public enemy”: per Richard Gere è il Mussolini americano

Come da copione: quando qualcuno parla fuori dagli schemi, esce dalle righe dell’omogeneità, ecco che diventa il nemico pubblico numero uno: accade a Donald Trump. Dopo l’attrice di sinistra Mia Farrow, scende in campo a gamba tesa contro il candidato repubblicano un’altra icona dem stelle e strisce: «Donald Trump è il Mussolini americano». Lo ha detto l’attore americano Richard Gere, in una intervista al londinese Evening Standard in cui attacca duramente il candidato alla nomination repubblicana per la corsa alla Casa Bianca. «Come è possibile che la gente possa sostenere questo tizio? – si chiede la star di Hollywood vicina da tempo ai democratici – Trump è un demagogo, un clown, ma alla gente piace la chiarezza. È il tipo che dice “risolverò questo problema per voi”, non importa come». L’attore, che si trova nella capitale britannica per far campagna in favore dei senza tetto col film Time Out of Mind, attacca anche le controverse proposte del magnate, che vorrebbe chiudere i confini Usa ai musulmani e costruire un muro tra Stati Uniti e Messico, ricordando che altre volte in passato, contro gli ebrei e i neri, si è agito nello stesso modo. E su Trump arriva anche fuoco che dovrebbe essere amico: «Donald Trump è una persona falsa, un impostore, un ciarlatano»; è questo il durissimo attacco che l’ex candidato repubblicano perdente alla Casa Bianca, Mitt Romney ha sferrato contro il tycoon newyorchese in un intervento all’Università dello Utha.

Su Trump anche il fuoco amico repubblicano

Per Romney «le politiche di Trump porteranno l’America alla recessione e le sua politica estera renderanno l’America e il mondo meno sicuri». Ma la risposta del prbabile vincitore della nomination gop arriva subito: «Mitt Romnney? Un cadavere, un morto». Così Donald Trump, sentito dalla Nbc, replica all’ex candidato repubblicano alla Casa Bianca. «Romney non sarà mai eletto», contrattacca Trump: «Ha già fallito due volte e l’ultima volta si è scontrato con un presidente che avrebbe dovuto battere», ha aggiunto riferendosi allo scontro elettorale con Barack Obama nel 2012. «È stato un candidato orribile, una catastrofe. È stato ucciso. Ora cerca di rimanere politicamente rilevante». E persino un insospettabile si schiera contro la rivelazione repubblicana: «Condivido le preoccupazioni su Donald Trump che il mio amico ed ex candidato Mitt Romney ha descritto nel suo discorso oggi», ha precisato in un comunicato il senatore repubblicano John McCain, che presiede la commissione Forze armate al senato Usa, rimarcando inoltre le preoccupazioni circa «le affermazioni poco informate e pericolose di Trump su questioni di sicurezza nazionale manifestate da 65 leader repubblicani in tema di difesa e politica estera».