Non solo topi, Roma invasa anche dai gabbiani diventa Caput immondizia

Non solo alle prese con guano e topi, tra gli altri grattacapi del Campidoglio ci sono anche i gabbiani che proliferano in città. “Il gabbiano reale urbano è in forte e continuo aumento – recita il documento finale del tavolo tecnico sulle specie infestanti e problematiche che si è riunito nelle scorse settimane a Palazzo Senatorio -, la sua presenza si è più che quadruplicata, sul territorio, solo negli ultimi 20 anni e si è riversato nelle aree centrali probabilmente anche in conseguenza della recente chiusura della discarica di Malagrotta. Seguendo i calcoli del direttore scientifico e zoologico della Fondazione Bioparco di Roma, a partire dalla presenza al 2014 di 1.000-1.500 coppie (dunque circa 3000), si giunge ad una stima tra 7.800 e 11.700 gabbiani presenti in città”. “La problematicità dei gabbiani impatta essenzialmente su aspetti sociali più che sanitari – spiega il tavolo -: i danni economici, la predazione di piccoli animali, il rumore, i danni ai monumenti e l’aggressività (si sono registrati episodi di vera e propria ‘aggressione’ di bambini) sono i principali aspetti che creano allarme sociale a proposito di questi animali”. Trattandosi di una specie problematica protetta in quanto selvatica, non è possibile ipotizzare interventi di riduzione diretta della popolazione: le uniche esperienze sono limitate alla sterilizzazione delle uova nei nidi, operazione peraltro che risulterebbe alquanto complessa nella città di Roma, per le caratteristiche stesse dei tetti degli edifici. Pertanto, la strategia di controllo di questa specie non può che essere centrata sulla bonifica dei siti in cui siano esposti all’aperto cibo e rifiuti organici, il corretto conferimento dei rifiuti organici porta a porta, la repressione dell’abbandono di rifiuti. Per affrontare l’emergenza topi, invece, è stato predisposta dall‘Ama un piano da 1 milione e 250 mila euro per triplicare gli interventi di derattizzazione in città.