Non si ferma la guerra curdi-Turchia: un’autobomba fa strage di poliziotti

Ennesimo attentato terrorista in Turchia: un’autobomba è esplosa nei pressi della stazione dei bus di Diyarbakir, la principale città curda del sud-est della Turchia, al passaggio di un mezzo della polizia. Lo riportano media locali, secondo cui a causare l’esplosione è stato un terrorista suicida. All’inizio sembrava ci fossero solo feriti, poi si è saputo che ci sono anche alcune vittime. Sul posto sono giunte molte ambulanze. Nella zona da mesi proseguono gli scontri tra esercito e Pkk curdo, movimento comunista minoritario tra i curdi, che ha scelto la lotta armata contro Ankara. A quanto pare almeno 4 poliziotti sono rimasti uccisi e altre 14 persone ferite, tra cui civili, nell’esplosione dell’autobomba nei pressi della stazione dei bus. Tra i feriti almeno 8 sono agenti. Lo riportano le tv locali. Nella zona la guerra tra esercito e Pkk curdo hanno provocato dalla scorsa estate centinaia di morti. Proprio poche ore prima l’artiglieria turca aveva fatto sapere di essere pronta a bombardare nuovamente le milizie curde dell’Ypg senza entrare nel territorio siriano se queste tenteranno di occupare la fascia di confine che collega Azaz e Jarabulus nel nord della Siria, controllata prevalentemente dall’Isis. Lo indicano fonti militari di Ankara, citate da media locali, in relazione a un possibile attacco alla località di Manbij, controllata dallo Stato islamico, da parte della coalizione delle Forze democratiche siriane (Sdf), composta in prevalenza dai curdi e sostenuta dalla Coalizione internazionale a guida Usa.

I curdi proseguono la guerra contro il governo turco

Un eventuale successo militare aprirebbe all’Ypg la strada per allargare la sua presenza in Siria a ovest del fiume Eufrate, considerato da Ankara una “linea rossa”, collegando di fatto i cantoni curdi nel nord (il cosiddetto Rojava) lungo il confine con la Turchia. La fascia tra Azaz e Jarabulus, lunga circa 90 chilometri, rappresenta l’ultima porzione di territorio frontaliero strategico sotto il controllo dell’Isis. Ankara considera i curdi siriani del Pyd e le sue milizie Ypg come gruppi terroristici legati al Pkk. Intanto si è appreso che poche ore fa l’esercito turco ha ucciso altri 23 membri del Pkk nelle operazioni contro i ribelli curdi nel sud-est del Paese. Lo rende noto l’esercito di Ankara. Il maggior numero di vittime, 14, si registra negli scontri a Nusaybin, nella provincia di Mardin sul confine siriano, mentre altri 5 militanti del Pkk sono stati uccisi a Sirnak e 4 a Yuksekova, al confine con l’Iraq. Solo in queste zone, i ribelli curdi uccisi dalla ripresa del conflitto la scorsa estate sono 347, mentre altre centinaia sono morti nel resto delle regione curda. Le vittime stimate tra le forze di sicurezza turche sono invece più di 300.