Non era lei la killer delle anziane: infermiera 2 anni in cella senza colpa

Due anni in cella da innocente: sembra la trama di uno di quei tanti thriller americani che i palinsesti tv rilanciano periodicamente, e invece è l’amara realtà di una delle tante storie di malagiustizia tutta made in Italy. Un copione giallo intricato la cui matassa si è dipanata con una confessione tardivamente riparatoria. E così, arrestata per l’omicidio di un’anziana signora, l’assassina confessa di essere anche la responsabile di un precedente omicidio per cui stava però scontando la pena da innocente un’altra donna, vittima a sua volta – anche se non nello stesso senso – della killer delle anziane…

La killer delle anziane: ecco la terza vittima

«È stata una gioia grande, ho sempre detto che non ero stato io. Ma ho perso tanto, la casa, due anni di lavoro, la mia famiglia, la mia vita». Sono le parole commosse pronunciate ai microfoni del Tg1 da Monica Busetto, l’ex infermiera di Mestre condannata a 24 anni per omicidio che giovedì, dopo due anni di carcere, è uscita di cella in seguito alla confessione di Susanna Lazzarini, la vedova di 52 anni arrestata per l’omicidio dell’anziana Francesca Vianello che si è auto accusata anche dell’assassinio di Lida Pamio, l’ottantasettenne della cui era morte era ritenuta responsabile la Busetto. «Quando l’ho saputo – ha aggiunto l’ex detenuta, che era in carcere alla Giudecca a Venezia – mi sono stesa sul lettino della mia compagna di cella, mi tremavano le gambe. Adesso cono contenta, per me e la mia famiglia».

Due anni in cella da innocente

Certo l”infermiera è stata scarcerata ed ha ora l’obbligo di dimora nel comune di Venezia, in attesa di una nuova udienza davanti alla Corte d’Assise che sta vagliando le prove che avevano portato alla condanna. Ed ora, altre responsabilità andranno accertate sul caso che ha erroneamente portato in cella un’innocente, e per ben due anni. E gli interrogativi che in queste ore affollano la mente dell’opinione pubblica, sconcertata da questo caso di malagiustiza, sono soprattutto due: e se la killer delle anziane non fosse stata individuata e arrestata? E se, soprattutto, anche riconosciute le sue responsabilità nella morte violenta di Francesca Vianello, la donna avesse scelto di continuare a nascondere nel silenzio la responsabilità di quel precedente delitto, della vita dell’ex infermiera di Mestre, condannata a 24 anni di prigione, cosa sarebbe stato?