Napoli, gli occupanti abusivi rubano le case anche ai disabili

Le hanno occupato casa, mentre era dal fratello che se ne stava prendendo cura in attesa di trovare una nuova badante. È successo a Napoli, a una disabile di 52 anni, che è affetta da un ritardo mentale e soffre di crisi epilettiche. A denunciare il caso è stato il fratello della donna, che ne è anche tutore legale.

La casa occupata mentre la donna era ospite del fratello

L’uomo, che ha sporto regolare denuncia, ha scritto una lunga lettera al sindaco Luigi De Magistris, chiedendo un intervento non solo sul caso che riguarda la sorella, ma sulla situazione dell’intero quartiere, l’area periferica di Soccavo, dove l’emergenza abitativa spesso sfocia in fenomeni di illegalità e sopruso di cui a fare le spese sono sempre i più deboli. Il caso della disabile 52enne è emblematico. La donna viveva nella casa popolare insieme alla madre, accudita dalla sua badante. Quando la madre è morta, la badante è andata via e lei è andata a vivere per poche settima a casa del fratello, giusto il tempo di trovare qualcun altro che potesse assisterla. Mentre la donna era via, però, la sua casa è stata occupata e, di fatto, lei si è ritrovata anche derubata di tutto quello che c’era all’interno: dai mobili ai vestiti, fino ai “ricordi”.

Napoli e il racket delle occupazioni abusive

«Avevo promesso a mia sorella – ha raccontato il fratello – che sarebbe tornata a Soccavo non appena avessi trovato una dama di compagnia. Ma ogni giorno andavamo a casa sua per pulire un po’, dar da mangiare ai pesciolini, prelevare eventuale posta, anche perché Carla voleva tornarci, e ogni volta, per circa tre settimane, sono stato avvicinato da persone che volevano l’appartamento, incuranti del fatto che la casa è di proprietà del Comune, cosa che ho fatto presente». «Ho ricevuto anche minacce e offerte di denaro, fino all’occupazione avvenuta tra sabato e domenica, quando sconosciuti si sono impossessati di tutto: appartamento, arredi, effetti personali, foto di famiglia. Tutto», ha sottolineato ancora l’uomo, che ora chiede al sindaco di «dimostrare che il ripristino della legalità non è un semplice slogan elettorale, ma un punto di partenza per una Napoli migliore, per una città più vivibile, rubare i diritti come la libertà e la casa agli ultimi non è contemplato nella nostra idea di comunità».