Modena: reagì a una rapina. Il ladro gli chiede il risarcimento danni

Si è tenuta giovedì scorso al tribunale di Modena, l’udienza preliminare del processo per tentato omicidio contro Giuliano Barbieri, il negoziante di 63 anni che nel novembre del 2009 ha ferito gravemente, con un colpo di pistola, un ladro montenegrino che con altri due complici era entrato nel suo negozio di abbigliamento a Formigine. Uno dei malviventi, un montenegrino di 27 anni, clandestino in Italia, era stato ferito gravemente e operato all’ospedale di Baggiovara. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano La Gazzetta di Modena, «il ladro era stato infatti ferito alla mandibola, al polmone e all’avambraccio destro, con l’amputazione della prima falange dell’indice della mano sinistra. Tutti colpi esplosi dalla beretta calibro 9 regolarmente detenuta dal Barbieri. Il clandestino, Nenad Ljumovic, all’epoca 27enne, si è costituito parte civile all’udienza con l’avvocato Nicoletta Tietto, per ottenere un risarcimento che non ha ancora quantificato, ma che potrebbero essere davvero ingenti. In sede di incidente probatorio, il montenegrino aveva raccontato che Barbieri gli aveva sparato mentre tentava la fuga.

Prossima udienza al tribunale di Modena il 5 maggio

Una versione dei fatti contestata dagli avvocati di Barbieri, Enrico Aimi e Silvia Ciancia che hanno prospettato una diversa dinamica. Il ladro, per la difesa «voleva disarmare il negoziante, il quale aveva inizialmente sparato solo alla vetrata, al soffitto e all’auto in fuga. Negoziante che solo a quel punto avrebbe indirizzato l’arma verso il ladro». Aimi e la collega hanno così richiesto un supplemento di indagini. Il Gip ha quindi disposto l’approfondimento richiesto dalla difesa e ha rinviato l’udienza al 5 maggio. «Nel corso delle indagini – scrive il quotidiano – era emerso che il dna lasciato da due dei ladri non identificati corrispondeva allo stesso lasciato in numerose altre spaccate analoghe».