Milano, marito egiziano picchia la moglie: non lo aveva accolto con calore

L’assurdità della notizia, per quanto inquietante, sembra rimandare a una barzelletta, a una di quelle freddure che si raccontano in poche parole, dal finale sferzante quanto paradossale: e invece no, non c’è niente da ridere. No, non suscita ilarità, ma sdegno e incredulità l’ultima notizia rimabalzata agli “onori” della cronaca secondo cui un cinquantenne egiziano, di ritorno a casa dopo un viaggio in Nord Africa, ha pensato bene di picchiare sua moglie, a sua detta meritevole della “punizione” per non essersi dimostrata abbastanza affettuosa nell’accoglierlo al rientro…

Milano, marito egiziano torna da un viaggio e picchia la moglie

Succede nella “Milano da bere” e della modernissima Expo, nell’evoluto settentrione meta prediletta di immigrati e profughi, dove però si annidano realtà sempre meno sotterranee, che denunciano a suon di episodi più o meno violenti, quella che è una drammatica situazione emergente di mancata integrazione. O meglio, di rinnegata integrazione. Nel caso in oggetto, allora, si parla di un marito egiziano, un uomo di 52 anni che gestisce, insieme alla moglie, un’agenzia di viaggi affidata completamente nelle mani della donna in occasione delle trafserte del coniuge in Egitto. I due hanno una figlia ventiduenne e tutto, almeno fino a venerdì sera, sembrava rispecchiare un quadro di apparente normalità quotidiana. E invece…

Il motivo: la dona «non lo aveva accolto con abbastanza calore»…

Invece succede che tra quelle mura milanesi, almeno 24 ore fa, l’uomo di rientro da una delle sue trasferte in Egitto, ha pensato bene di picchiare la moglie, connazionale e coetanea, sotto gli occhi attoniti della figlia, perchè  a sua detta la consorte «non lo aveva accolto con abbastanza calore». Gli agenti, giunti nell’abitazione della coppia, sposata da oltre 25 anni, hanno trovato al loro arrivo la triste scena della donna rannicchiata in una stanza, lievemente ferita e raggomilata su stessa, chiusa nel suo dolore e nella sua mortificazione. Rifiutando il trasporto in ospedale, e quasi a ridimensionare l’accaduto, la vittima ha poi riferito alle forze dell’ordine di una “relazione burrascosa”. Comunque, dopo aver sentito la figlia  dei due, testimone della violenza che però non risulta essere stata coinvolta, gli agenti hanno provveduto ad arrestare l’egiziano per maltrattamenti in famiglia.