Martinelli: dopo Ustica, voglio fare un film sulle ultime ore di Mussolini

«Sono vent’anni che cerco di fare un film sulla morte di Mussolini e nessuno me lo vuol far fare». Renzo Martinelli è un regista controcorrente che indaga sui misteri della storia italiana. Il prossimo 7 aprile arriverà nelle sale Ustica, un’opera che ha visto la luce grazie a una coproduzione di Italia e Belgio e che dà una nuova lettura sulla strage. In passato ha realizzato i film scomodi come Porzûs Piazza delle Cinque Lune.

Martinelli e il suo progetto su Mussolini

Ma ora Martinelli vorrebbe puntare la sua attenzione sulle ultime ore del Duce e lo svela in un’intervista a Libero. «I nostri ragazzi studiano – dice al quotidiano – a scuola, una storia che borgesianamente non è accaduta. È la più gigantesca bufala del Partito Comunista di questi ultimi settant’anni. Eppure resiste ancora. L’idea di fare un film così fa cascare  dalle sedie i funzionari Rai. Prima o poi lo farò. Anche di Porzûs mi dicevano: “Non lo farai mai” e poi l’abbiamo fatto. Perché si toccava un tabù che è la Resistenza, che in questo Paese è intoccabile». Per Martinelli in Italia c’è stato sul fascismo «un processo di rimozione collettiva. Che ci impedisce di affrontare con serenità quel momento, quegli episodi. Sulla morte di Mussolini non esiste nulla. Abbiamo documenti filmati della fucilazione di gerarchi di secondo piano, ma nulla sua morte, se non quello che ci hanno raccontato i comunisti sull’Unità.  Mussolini prima o poi lo faremo. È doveroso raccontare ai ragazzi che non è andata così. Questa vulgata comunista che resiste da settant’anni sottoposta ad analisi non sta in piedi».

L’uccisione del Duce

Martinelli tra le tante versioni sulle ultime ore di Mussolini sposa quella secondo cui il Duce «viene fatto fuori dai Servizi Segreti inglesi. Churchill lo voleva morto, non voleva che arrivasse vivo al processo. Secondo i comunisti, invece, viene ammazzato intorno alle 16.30 del 28 luglio davanti al muretto di Villa Belmonte. Abbiamo ingrandito le foto di Mussolini appeso a Piazzale Loreto, non ci sono fori nei pantaloni o nella maglia. C’è un foro passante nel sottogola che esce dalla nuca: colpisci uno, appoggiato a un muro, nel sottogola. Non lo prenderai mai… C’è una rimozione totale su quest’uomo. Paradossalmente, non interessa né a destra né a sinistra».