«Mai più in Rai». Così la tv di Stato ha umiliato il grande Ennio Morricone

«Sono felice per il cinema italiano, che non è affatto morto, anzi è più vivo che mai. D’accordo, sotto Natale escono sempre film un po’ semplici. Ma Giuseppe Tornatore per me è un grandissimo artista, uno che resterà. Stimo molto anche Paolo Sorrentino. C’è ancora qualche bravo compositore, ma sono rimasti in pochi». In un’intervista al Corriere della Sera il grande compositore italiano, Ennio Morricone, commentando l’Oscar ricevuto per le musiche di The Hateful eight di Quentin Tarantino. «Premiate le mie fatiche», dice il compositore che però sul fronte italiano chiarisce: «Con la Rai ho chiuso. L’ultima volta mi hanno cercato per un’opera di Alberto Negrin. Mi hanno detto: “Ci sono 10mila euro per lei e per l’orchestra”. Ora, io posso anche decidere di lavorare gratis per la tv del mio Paese, ma i musicisti vanno rispettati. Incidere una colonna sonora con un’orchestra costa almeno 20, 30, forse 40mila euro. È stato un momento di grande imbarazzo. Così ho dovuto dire: basta, grazie». E se la Rai tornasse a chiamarla? «Non credo che lo faranno – replica Morricone – È una storia finita. Li capisco. Sono ristrettezze necessarie, le condivido anche; ma non posso chiedere ai musicisti di suonare a loro spese».

Ennio Morricone e la politica

A proposito di spese e di tagli, Morricone parla anche di politica: «Renzi fa bene a battersi in Europa per avere più flessibilità. A me pare bravo. So che molti non sono d’accordo con lui, che gli rimproverano forzature. Ma viva le forzature, se servono a scuotere un Parlamento che dormiva da anni: Renzi ha fatto la riforma del Senato, le unioni civili. Spero e credo che continuerà». In America “Obama a me non è dispiaciuto. Ha fatto il suo dovere, pur avendo il Congresso contro”, aggiunge. Infine, sull’appoggio di Clint Eastwood a Donald Trump, il musicista premio Oscar afferma: «Rispetto Clint e le sue idee. Ma su Trump proprio non sono d’accordo».