Lusi, pena ridotta di un anno in appello: condanna a sette anni

Riduzione di pena di un anno per Luigi Lusi, l’ex tesoriere della Margherita accusato di essersi appropriato di oltre venti milioni di euro del partito. Lo ha deciso la Corte di appello di Roma che ha inflitto all’ex senatore sette anni di reclusione (in primo grado erano stati otto). La riduzione è legata alla prescrizione di due episodi di appropriazione. Riduzioni anche per il commercialista Mario Montecchia (tre anni), per Giovanni Sebastio (due anni) e Diana Ferri (dieci mesi).

Per Lusi un anno in meno di carcere

Il collegio, presieduto da Ernesto Mineo, ha disposto la nullità del sequestro conservativo (beni mobili e immobili) previsto nella sentenza di primo grado e ne ha ordinato la confisca. La lettura della sentenza è arrivata dopo una camera di consiglio di trenta minuti: Lusi, seduto accanto ai propri familiari che lo avevano accompagnato in udienza, non ha fatto alcun commento. Il 10 novembre scorso il sostituto procuratore generale della corte d’appello Simonetta Matone aveva sollecitato per l’ex senatore la conferma degli otto anni in primo grado, non solo per il reato di appropriazione indebita ma attribuendogli anche quello di associazione per delinquere in virtù di un ipotizzato accordo con gli altri imputati “stabile e permanente”. Il reato associativo, però, neanche stavolta è stato preso in considerazione, in linea con quanto deciso dal tribunale il 2 maggio del 2014.