L’uovo di cioccolato resiste alla crisi (soprattutto se è artigianale)

Non c’è Pasqua senza uova e quelle di cioccolato resistono alla crisi, grazie anche alla qualità e alla fantasia creativa che caratterizza la produzione made in Italy. Dopo la crescita di consumi dell’1,2% nella Pasqua 2015, anche quest’anno le prospettive sono favorevoli. “A favore dei consumi – sottolinea il direttore di Aidepi Mario Piaccialuti – gioca poi la tradizione, per cui al dolce pasquale, almeno per i bambini, in Italia non si rinuncia, magari riducendo le dimensioni dell’uovo”. Colossi industriali come Maina segnalano un +10% di ordinativi delle uova ma anche i laboratori artigiani tirano bilanci positivi. Piace la proposta tradizionale come quella della storica pasticceria Cucchi di Milano che con le sue uova d’autore conquista i clienti e soprattutto strega i più piccoli riproducendo i personaggi più amati dei cartoni. “Da tre anni proponiamo le uova-minions che vanno a ruba – sottolinea Laura Cucchi, uno dei titolari – ma quest’anno abbiamo fatto il ‘sold out’ con Masha e Orso. Ci piace sbizzarrirci nelle forme, riproduciamo molti animali cari ai bimbi e quest’anno abbiamo proposto il ‘principe ranocchio’. La nostra attività non ha sofferto la crisi, la domanda resta stabile, magari si riduce un tantino la dimensione dell’uovo scelto”. Per il pasticcere campione del mondo Davide Comaschi (ha vinto il World Chocolate Masters 2013), che fa le sue creazioni alla Pasticceria Martesana a Milano “non c’è crisi se si offre l’alta qualità. Per le uova fondenti proponiamo cioccolato mono origine per dare all’appassionato di cioccolato il gusto dei migliori Paesi produttori. Per la proposta al latte puntiamo su un particolare cioccolato africano che si sposa particolarmente bene al latte. Cerchiamo poi di fare decorazioni sempre innovative me nel rispetto della tradizione”. “Forme particolari? – aggiunge Comaschi – L’uovo a forma di hamburger e tipo barchetta del sushi”. Fantasia, è il caso di dire, ‘a briglie sciolte’ anche per l’uovo western della linea ‘Costruttori di dolcezze’ realizzato a forma di cappello da cow boy. Ma l’uovo pasquale ispira anche la creatività degli chef stellati. Marco Sacco, chef due stelle Michelin, patron del Piccolo Lago di Verbania, ha proposto un dolce pasquale composto da un uovo di cioccolato al latte con cuore di cioccolato bianco incastonato su una salsa al limone e una morbida torta alle nocciole, piemontesi ovviamente. E il tocco creativo si sublima nella soffice nuvola di zucchero filato che lo avvolge.