L’Unioncamere sbugiarda Renzi. Acqua e sanità più care per le famiglie

I numeri smentiscono ancora una volta le balle di Matteo Renzi sulla riduzione del carico fiscale e la ripresa economica. Sulle tasche dei cittadini pesano aumenti vertiginosi per i servizi di prima necessità a partire dall’erogazione dell’acqua.  Le tariffe idriche nel 2015 hanno visto un aumento medio dell‘ 8,5% rispetto al 2014 mentre le prestazioni ambulatoriali sono cresciute del 2,8%.

Renzi bara: boom di rincari per i servizi

Gli ultimi dai forniti dall’Osservatorio “Prezzi e mercati” di Unioncamere smentiscono di fatto le roboanti dichiarazione di Renzi che pochi giorni fa si è vantato di essere stato il primo negli ultimi 70 anni ad aver abbassato le tasse Secondo i dati dell’associazione guidata da Ivan Lo Bello, i prezzi dei servizi gestiti dagli enti locali sono saliti in media dell’1,8%. Tra le tariffe a controllo nazionale, il cui incremento medio è dell’1,4%  spiccano: le tariffe postali, aumentate del 12%, e le tariffe telefoniche (+4,1%). Il rincaro dell’acqua, deciso dal’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, riguarda 40 milioni di italiani.  Malgrado il blocco dei consumi, dal controllo della spesa e dalla rinuncia agli acquisti, le famiglie italiane fanno ugualmente molta fatica  far quadrare i conti di fine anno, anche perché, malgrado l’ottimismo esibito dal premier a ogni occasione, la calcolatrice dimostra che, numeri alla mano,  le tariffe per i vari servizi “indispensabili” sono sempre più alte.   Il conteggio di Unioncamere mostra chiaramente che le barriere “faidate” che gli italiani innalzano contro la crisi possano ben poco di fronte all’aumento delle tariffe, in praticolare degli enti locali. Un trend che rischia di confermarsi nei prossimi mesi.