Lo stupro come paga: in Sud-Sudan rivive l’orrore marocchino dell’Italia ’44

Lo stupro di donne come paga per i combattenti nel Sud-Sudan: è l’accusa contenuta in un rapporto dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nel giovane stato africano. «Fonti attendibili indicano che gruppi alleati al governo sono autorizzati a stuprare donne in sostituzione dei salari», afferma un comunicato delle Nazioni Unite pubblicato a Ginevra.

Gli Alleati ai marocchini: «Per 50 ore sarete i padroni assoluti di queste terre»

Le donne del Sud-Sudan rivivono oggi un orrore simile a quello vissuto dalle donne ciociare nel 1944, dopo la conquista di Montecassino da parte degli Alleati. Le truppe coloniali marocchine guidate dal famigerato generale francese Alphonse Juin ebbero per diversi giorni totale libertà di stupro e saccheggio nel Sud del Lazio. Fu questa l’orribile ricompensa per i servigi prestati nell’assalto finale all’abbazia. L’orrore per i fatti di Ciociaria del 1944 arrivò al grande pubblico attraverso un celebre film del 1960 diretto da Vittorio De Sica e interpretato da Sophia Loren.  Rimane inalterato, dopo tanti anni, lo sdegno per questo infame proclama di Juin: «Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c’è un vino tra i migliori del mondo, c’è dell’oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete». Nessun tribunale ha mai mandato sotto processo Juin per questa infamia.

Il Sud-Sudan devastato dalle violenze sessuali

Tornando al Sud-Sudan ddi oggi, si apprende che anche gruppi di opposizione e bande criminali attaccano donne e ragazze. La scala della violenza sessuale è «scioccante» nel Sud-Sudan, afferma l’Onu: in soli cinque mesi l’anno scorso, da aprile a settembre, l’Onu ha registrato più di 1.300 segnalazioni di stupri in un solo dei dieci stati del Sud Sudan, lo Stato d’Unità, ricco di petrolio. «La portata ed i tipi di violenza sessuale – in primo luogo da parte del governo delle forze Spla  e le milizie affiliate – sono descritti con dettagli devastanti e spaventosi, così come l’atteggiamento quasi disinvolto, ma calcolato, di coloro che hanno massacrato civili, distrutto beni e mezzi di sussistenza», ha affermato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra’ad commentando il rapporto elaborato da una squadra dell’Alto commissariato che si è recata nel Paese dall’ottobre del 2015 al luglio 2016. Purtroppo, ha aggiunto Zeid, «li stupri e gli stupri di gruppo descritti nel rapporto devono essere solo uno spaccato del totale».