«L’Isis domani colpirà Roma»: è una “profezia”, ma nella Capitale è psicosi

Molti cittadini romani hanno vissuto questo pomeriggio ore di angoscia. Sms, chat e quant’altro hanno diffuso questo messaggio in una sorta di Catena di Sant’Antonio: «L’Isis attaccherà Roma domani». Questa sarebbe  la “profezia” della Madonna di Anguera, a Bahia (Brasile), raccontata in una puntata dal programma tv Mistero di qualche settimana fa. «La Madonna – riferisce Leggo –  appare ad Anguera a Pedro Régis, dettando messaggi per tutta l’umanità, che vengono registrati tre volte a settimana, Secondo la profezia: “Gli uomini seguaci del falso profeta marceranno con grande furia in direzione del tempio santo. Lì ci sarà grande distruzione. La Chiesa piangerà e si lamenterà. In questo giorno sarà visibile una eclissi lunare”. Poi prosegue specificando la data: “I nemici agiranno il 23 marzo 2016 con grande furia. La morte sarà presente nella casa di Dio. I nemici arriveranno dalla Via Appia». Infine conclude: “Sappiate che il Signore farà di tutto per salvarvi. So che avete la libertà, ma non dimenticate che prima e sopra di tutto dovete fare la volontà di Dio”. La Chiesa non si è mai espressa su queste profezie». L’Isis, naturalmente, non è menzionata. Ma la psicosi collettiva è egualmente scoppiata.  Poi è arrivata una solenne e decisa smentita ufficiale «Con la presente comunicazione, il sito ufficiale italiano dei messaggi e delle profezie della Madonna Regina della Pace di lcuni giornali secondo i quali Nostra Signora avrebbe profetizzato un attentato terroristico per il giorno 23 marzo 2016.  Questo ovviamente non corrisponde alla verità: nessuna data è mai stata annunciata nei messaggi , e la data in questione è da considerare una mera ipotesi avanzata dai media citati. Pertanto riportiamo ora il testo corretto del messaggio, già presente su questo sito nella sezione “messaggi”, invitando i giornali interessati a dare pubblico riscontro di questa smentita ufficiale». Ma oramai il meccanismo della paura collettiva era scoppiato. Al tempo dell’Isis il panico si siffonde   facilmente. Ma è comunque un grande paradosso: mai come nel tempo dello scetticismo in materia religiosa la creduloneria è tanto diffusa. Si tratta però, in fondo, di una contraddizione apparente. Como scrisse Chesterton, «da quando gli uomini non credono più in Dio, non è che non credano più in nulla, credono a tutto».

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