L’Iran mostra i muscoli e lancia decine di missili: «Possiamo sbaragliare chiunque»

Da siti sotterranei sparpagliati in tutto l’Iran, i Guardiani della Rivoluzione hanno lanciato decine di missili balistici, in un’esercitazione chiamata Eghtedar “Forza”, organizzata per dimostrare che «la Repubblica islamica è in grado di sbaragliare qualsiasi nemico». Il vicecomandante delle forze armate iraniane ha lasciato intendere che l’Iran potrebbe inviare assistenti militari, «così come ha fatto in Siria», per aiutare gli sciiti houti in Yemen nella guerra contro la coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Prove muscolari da parte dell’ala militare del regime, che ha digerito con fatica gli accordi sul ridimensionamento del nucleare iraniano.

L’esercitazione in Iran e l’avvertimento

«Gli Stati Uniti stanno cercando di spegnere anche il programma missilistico», ha detto ai microfoni della televisione di Stato il generale Amir Ali Hajizadeh, capo delle forze aerospaziali, mentre negli hangar sotterranei le telecamere seguivano la preparazione di un missile, che è stato poi lanciato ed esploso sul crinale di una montagna. «Il Corpo dei Guardiani non si farà certo intimidire da nessuna minaccia», ha annunciato. Insieme a lui, a sovraintendere alle operazioni, vi era anche il capo dei Pasdaran, il generale Mohammad Ali Jafari. Né la televisione né le agenzie dell’Iran hanno precisato i luoghi dove si è svolta l’esercitazione, né il tipo di missili impiegati. In base a una risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza nel gennaio 2016, l’Iran «è esortato» a non utilizzare missili capaci di portare testate nucleari. La Repubblica islamica ha sempre negato che ci fosse un legame tra i suoi missili balistici e il contestato programma nucleare, ormai ridotto nelle dimensioni e posto sotto severo controllo in base all’accordo tra Teheran e l’Occidente, diventato l’apripista per la fine dell’embargo economico internazionale contro l’Iran. Gli iraniani sostengono che, non avendo più la possibilità nemmeno teorica di ottenere armi nucleari, è evidente che il programma missilistico fa parte della capacità difensiva nazionale. Tuttavia gli Stati Uniti, dopo un’esercitazione organizzata dai Pasdaran nell’ottobre 2015 con missili Emad, avevano approvato nuove sanzioni contro l’Iran, non legate al nucleare, ma al programma missilistico. In un comunicato pubblicato sul loro sito, i Guardiani della Rivoluzione affermano che il test ha dimostrato «il potere deterrente dell’Iran e la capacità della Repubblica Islamica di affrontare qualsiasi minaccia contro la rivoluzione, lo stato e la sovranità del Paese». Passata qualche ora dalle operazioni missilistiche, l’agenzia Tasnim ha rilanciato un’intervista al generale Masoud Jazayeri, vice-capo delle Forze Armate iraniane. Ad una domanda se l’Iran sia disposto ad inviare assistenti militari in Yemen, così come ha fatto con la Siria, Jazayeri ha risposto: «La Repubblica Islamica ha sentito il suo dovere di aiutare il governo e la nazione siriani. Sente anche il proprio dovere di aiutare il popolo dello Yemen in qualsiasi modo e a qualsiasi livello necessario». Con buona pace di chi spera in un allentamento delle tensioni tra la superpotenza sciita della regione, l’Iran, e la superpotenza sunnita-wahabita, l’Arabia Saudita.