Libia, dure reazioni politiche: Salvini: Renzi ha le mani sporche di sangue

Costernazione e tristezza per la notizia proveniente dalla Libia relativamente alla morte di due dei quattro ostaggi italiani rapiti dai fondamentalisti islamici: nessun commento per ora da parte dei vertici della Impresa Bonatti, l’azienda parmigiana per cui lavorano Fausto Piano e Salvatore Failla, alla notizia della possibile morte dei due dipendenti. «Non siamo autorizzati a rilasciare alcun commento», è la risposta laconica alle richieste di informazioni su quanto ha rivelato la Farnesina. L’azienda attende insomma di avere maggiori riscontri prima di esprimersi, molto probabilmente con una nota ufficiale. Da più parti si chiede che il governo riferisca alle camere: «il governo riferisca ad horas sulla morte in Libia di due dei quattro ostaggi italiani, e sulla intera situazione in quel Paese». Lo ha chiesto nell’aula della Camera Renato Brunetta di Fi. Analoga richiesta, «con la massima prudenza per salvaguardare le vite degli altri due ostaggi», è stata chiesta per il Pd da Lia Quartapelle. «Credo che il Parlamento debba essere informato al più presto da parte del governo di quello che sta succedendo in Libia», ha detto Brunetta, aggiungendo che «sappiamo che il Copasir ha convocato il sottosegretario Minniti questo pomeriggio, noi non siamo presenti al Copasir ma riteniamo che questa informativa debba riguardare tutto il Parlamento. L’angoscia , l’incertezza, il dolore, la preoccupazione, perché abbiamo ancora due nostri connazionali rapiti, speriamo quattro, speriamo che le notizie vengano smentite. Però chiediamo che il governo venga immediatamente in aula a riferire quello che sta succedendo a poche centinaia di chilometri dai nostri confini», ha concluso Brunetta. Slitta anche il ddl sulle missioni internazionali. Il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, ha chiesto che anche questo provvedimento slitti a martedì prossimo «in considerazione anche quello che sta avvenendo in queste ore», probabilmente a proposito di Libia.

Gasparri: l’escalation in Libia impone una coesione totale

Molte le reazioni politiche. Il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia ha detto: «Esprimiamo cordoglio ai familiari dei due italiani uccisi in Libia. Riteniamo necessario che su questa tragedia e sulle vicende della Libia sia informato il Parlamento. Appare singolare che si proceda a una riunione del Copasir (convocato in queste ore, ndr) che, come è noto, è organo non rappresentativo del Parlamento. L’escalation libica impone trasparenza di decisione e coesione totale, soprattutto alla luce di questa tragedia che colpisce lavoratori presi in ostaggio». Da parte sua ilpresidente dei senatori azzurri Paolo Romani ha detto che «siamo molto colpiti e rattristati per la morte di Fausto Piano e Salvatore Failla, i due nostri connazionali uccisi in Libia, e siamo vicini alle loro famiglie. Quest’altro episodio – prosegue – riconferma l’assoluta gravità della situazione e la necessità e urgenza di un intervento in quell’area del mondo per ristabilire le minime condizioni di convivenza civile, senza dimenticare ovviamente la difesa dei nostri importanti interessi economici. Il governo, invece – conclude – emerge per la sua assenza e per l’incapacità di agire con determinazione e con un piano preciso e finalizzato a stabilizzare una delle aree più infuocate del pianeta, che dista solo qualche centinaio di miglia dai nostri confini» Durissima la reazione del leader della Lega Nord Matteo Salvini: «Renzi ha le mani sporche di sangue tanto in Libia quanto in Italia. In Italia tifa e libera i delinquenti sull’immigrazione è complice del terrorismo internazionale. Mentre dalla Libia giungono delle notizie, Mattarella si vanta sull’avanguardia dell’Italia: o sono matti o sono complici sia Renzi che Mattarella. Speriamo che le notizie che arrivano siano infondate, ha detto nel corso di una conferenza stampa alla Camera. Per il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e sindaco di Catania Enzo Bianco, «non è più procrastinabile l’intervento della comunità internazionale, la Libia non può essere abbandonata, altrimenti si rischia che finisca nelle grinfie dei terroristi». Per Bianco «è venuto il momento che in quel Paese si definisca un governo di unità nazionale, in grado di chiedere aiuto alle Nazioni Unite. Spero anche – ha detto ancora – che l’Onu si faccia carico di tutto ciò che serve, senza che nessun Paese si tiri indietro. Abbiamo l’esigenza di garantire la pace nel Mediterraneo e gli interessi vitali dell’Italia in Libia», ha concluso.