L’Europa disarmata è un facile obiettivo per il terrorismo islamico

E’ stata una Waterloo dell’Europa e non solo perché il campo di battaglia originale è a 15 chilometri dal centro di Bruxelles. La bomba nella metropolitana è esplosa a una fermata dalla sede della Ue, e quelle in aeroporto non molto distante dal quartier generale della Nato. Da oltre mezzo secolo l’orgoglio, la concorrenza e le gelosie nazionali non impediscono solo la definizione di una politica estera e di sicurezza comune: diplomazia e fanteria multinazionali con armamenti e scopi condivisi, si legge su “Il Sole 24 Ore“.

Ieri è stata una Waterloo dell’Europa

E sempre mancata anche una polizia, un’intelligence, uno scambio di dati e di esperienze delle quali non sentivamo il bisogno perchó era assente un terrorismo globale e organizzato che guardasse all’Europa e l’Occidente come a un obiettivo. I responsabili dell’11 settembre erano sauditi ed egiziani, e il comando era in Afghanistan. La risposta fu militare. Oggi i terroristi sono cittadini europei e la loro base o a Molenbeck, Bruxelles, Belgio dove la polizia scrive i rapporti in doppia copia: in fiammingo e francese. Un’altra risposta militare sarebbe inadeguata. Servono intelligence, agenti preparati, infiltrati: gli stessi che in Italia hanno sconfitto le Brigate Rosse e la mafia. «Noi non scambiamo informazioni» spiegava due giorni fa al New York Times l’ex capo dell’intelligence francese. «Non ci siamo nemmeno accordati sulla traduzione dei nomi». Così se un sospetto entra in Estonia, il suo nome potrebbe non essere registrato nei file della polizia spagnola.

Servizi di sicurezza e intelligence non possono seguire chi va a combattere per l’ISIS

Se a Bruxelles c’è stata una nuova Waterloo è perchó gli europei hanno scoperto solo il 13 novembre, dopo gli assalti a Parigi, che il nemico da combattere non è composto da un gruppo di giovani, immigrati di seconda generazione, disadattati ed esaltati. È una rete diffusa, militarmente e tecnologicamente preparata, con santuari nei quali nascondcrsi per mesi. Secondo un documento di 55 pagine dei servizi francesi che François Hollande ha letto solo venerdì scorso e il New York Times ha avuto il giorno dopo, sono almeno 90 i terroristi dell’Isis con cittadinanza europea nascosti nei nostri paesi.