L’angelo di Alfredo, un film sull’eroe della tragedia di Vermicino

Arriva in dvd il film sull’uomo che tentò di salvare il piccolo Alfredino Rampi. Fu un vero e proprio gesto eroico quello del sardo Angelo Licheri e che ora viene ricostruito nella versione cinematografica su quei drammatici momenti datati 12 giugno 1981. La distribuzione in Dvd di “L’angelo di Alfredo” parte in occasione del 35esimo anniversario della tragedia di Vermicino. Il film ricostruisce l’impresa del tipografo di Gavoi (Nuoro), che si fece calare per sette volte per 60 metri a testa in giù in quell’antro buio e ripido, nel tentativo di salvare il piccolo Alfredo Rampi. Tutta l’Italia assistette incollata alla tv a quei drammatici momenti. Tutti sperarono nel lieto fine che purtroppo non si verificò. Il volontario riuscì a raggiungere il piccolo Alfredino, a parlargli, ma il tentativo di riportarlo in superficie fallì. Dopo il consenso raccolto nei principali festival cinematografici italiani, Quadra Film lancia ora una campagna crowdfunding (www.langelodialfredo.it) che durerà solo 60 giorni ed è affidata al team di Ulule, la piattaforma crowdfunding n. 1 in Europa. Parte dei fondi raccolti coprirà i costi di distribuzione, il resto verrà devoluto ad Angelo Licheri, che oggi vive in difficoltà fisiche ed economiche. Per l’iniziativa, la casa di produzione è affiancata dal Centro Alfredo Rampi Onlus.
La storia si concentra su quest’uomo esile e coraggiosissimo che, a distanza di tanti anni, ritrova i protagonisti di quel soccorso. Ricostruisce le vicende di quelle ore tragiche ma anche cariche di speranza. L’ultima parte del film è invece uno spaccato sull’uomo Licheri e sulla sua vita. Dalla gioventù in Sardegna al dopo-Vermicino, un’esperienza che lo ha segnato profondamente, anche nel corpo, ma che ha fatto di lui un vero eroe del nostro tempo. “Vogliamo restituire verità e giustizia ad Angelo Licheri rivolgendoci soprattutto ai suoi conterranei – spiega Carmelo Ramundo, presidente di Quadra Film – che della sua impresa hanno fatto un motivo di orgoglio. Ci piace pensare che il nostro film possa essere un modo per tramandare ai giovani sardi la storia di questo straordinario conterraneo”.