La vendetta dei renziani: «Cacciamo Rosy Bindi dall’Antimafia»

La prossima “vittima” dei renziani è Rosy Bindi. Sì, proprio lei, la ex pasionaria del Pd che ora è diventata la nemica numero uno dello stesso Pd. Non la vogliono più alla presidenza della Commissione Antimafia, ha creato troppi problemi con la storia degli impresentabili, ha osato toccare la divinità De Luca. E la prossima settimana (o la successiva), quando ci sarà il voto per il rinnovo previsto dai regolamenti a metà mandato, sono pronti a farla fuori. Non è una questione di “rottamazione” – perché ormai nessuno crede più al film del Renzi rottamatore, ma di vendetta interna. E la vendetta, tra i democratici, è ormai consuetudine quotidiana.

 Il peccato che Rosy Bindi deve pagare

Rosy Bindi pagherà il “peccato” di aver inserito Vincenzo De Luca, l’attuale presidente della Regione Campania, tra gli impresentabili, nella famosa lista redatta poco prima delle regionali 2015. De Luca rispose parlando della Bindi come di «un’impresentabile in tutti i sensi», alludendo in qualche modo al fatto fisico ma i renziani – a differenza di quanto avvenne con la battuta del Cav sul «più bella che intelligente» – non dissero una parola. Anzi, si schierarono dalla parte del governatore. La vendetta, quindi, è vicina e tornano a rincorrersi le voci secondo cui il Pd sarebbe orientato a non rinnovare l’incarico a Rosy Bindi, ma a sostituirla con un altro dem (si fa il nome di Emanuele Fiano) o con un parlamentare di opposizione. Le voci non trovano conferma da parte degli organi dirigenti del partito o del gruppo. Ma più fonti parlamentari della maggioranza Pd affermano che l’ipotesi è assai concreta e che una decisione finale verrà presa nei prossimi giorni. I parlamentari renziani, in particolare, non nascondono il dissenso per la gestione della Bindi.