In Germania cresce AFD: “Opere tedesche a teatro. Basta gender e aborto”

La Afd domina sempre più la fase finale della campagna per le regionali in programma domenica in tre Länder, il test elettorale più atteso dell’anno in Germania. Il partito populista di destra si appresta a incassare un successo senza precedenti. Angela Merkel non sembra scomporsi troppo per la sua ascesa, anche se il paragone che sceglie non è dei più felici. Non appena faremo progressi sul fronte dei rifugiati calerà anche la loro popolarità, ha spiegato alla «Mitteldeutsche Zeitung»: «In alcuni punti tutto questo mi ricorda la crisi dell’euro: nel momento in cui è diventato evidente che avevamo preso le misure giuste, sono scesi di nuovo i consensi per la Afd», si legge su “la Stampa”.

Sarà, ma, assenza dei passi avanti promessi da Merkel, continuano a salire i consensi per una formazione che un tem po era nota quasi solo per il suo no all’euro e ora è nota quasi solo per il suo no ai rifugiati. A parte quest’ultimo tema, infatti, le posizioni della formazione che domenica potrebbe rivelarsi il terzo partito nei tre Länder sono in gran parte sconosciute. Cosa vuole davvero la Afd? Basta dare un’occhiata ai programmi elettorali presentati in Renania-Palatinato, BadenWürttemberg e SassoniaAnhalt per scoprirlo.

Le idee di AFD: no a unioni gay e aborto

Emerge un partito che vuole «lo stop immediato alle sanzioni economiche contro la Russia, che sono politicamente sbagliate e non hanno effetti», che sostiene il nucleare e vorrebbe abrogare la legge sulle energie rinnovabili. «La politica ha stilizzato il cambiamento climatico come una catastrofe provocata dall’uomo», si legge in un passaggio. Quanto alla famiglia, la Afd non si limita a dire no alle adozioni per gli omosessuali e a opporsi all’aborto (la sua leader, Frauke Petry, chiese nel 2014 un referendum sull’aborto e auspicò che ogni famiglia tedesca avesse tre figli), ma si spinge oltre: la Afd «Si oppone rigorosamente alla politica del “gender mainstreaming”, con tutte le Musei, orchestre e teatri hanno l’obbligo di incentivare le quote rosa, i delegati per l’equiparazione uomo-donna e la propaganda statale per le minoranze sessuali».

Le cattedre universitarie sui gender studies andrebbero «tutte cancellate»

Il partito di Petry vorrebbe inoltre rafforzare la Leitkultur tedesca, cioè la cultura guida o dominante. Nel programma in Sassonia-Anhalt si legge ad esempio: «Musei, orchestre e teatri hanno l’obbligo di incentivare un rapporto positivo con la propria patria», per cui, accanto alle grandi opere internazionali, dovrebbero «mostrare costantemente anche classiche opere tedesche e metterle in scena in modo tale da stimolare l’identificazione» col Paese.