I vigili impongono ai ragazzini il “tiki taka” per strada. Come a Messi nel Barcellona

La polizia municipale di Finale Ligure, nel savonese, come Guardiola e Montella, come Messi e Iniesta nel centrocampo del Barcellona: d’ora in poi i ragazzini che vogliono giocare a pallone in piazza o fanno il tiki taka oppure devono rinunciare. Mai più passaggi aerei, palombelle e sombreri: si calcia rasoterra. La decisione è stata pubblicata su un cartello che fa bella mostra di sé nelle principali piazze della cittadina. E attenzione a chi sgarra, scattano sonore ramanzine e multe, da un minimo di 75 a un massimo di 500 euro. Le corse con i pattini a rotelle? Dimenticate pure quelle, questione di sicurezza. La decisione, e la foto del cartello, sono diventate virali sui social. Con il termine tiki-taka si indica uno stile di gioco del calcio caratterizzato da ragnatele di passaggi rasoterra svolti con estrema calma in modo da imporre il proprio possesso di palla per la maggior parte della durata della partita. Lo scopo è diminuire le chance e il tempo a disposizione dell’avversario per fare azioni, mentre si costringe quest’ultimo a inseguire la sfera e a stancarsi. Per questo motivo in tale schema di gioco il possesso palla è mantenuto con molta pazienza principalmente per vie orizzontali, mentre le verticalizzazioni sono limitate soltanto ai momenti in cui capita di riuscire a trovare nitidi spazi tra le linee; questi ultimi sono facilitati poiché l’avversario che subisce il tiki-taka è obbligato a rimanere in fase difensiva e di attesa per un lasso di tempo molto più lungo del solito, quindi ha statisticamente più possibilità di commettere un errore o semplicemente di distrarsi. Lo stile è associato principalmente al calcio spagnolo del nuovo millennio, in particolar modo quello del Barcellona di Josep Guardiola oltre a quello della squadra nazionale di calcio della Spagna campione del Mondo e più volte d’Europa allenata da Luis Aragonés e Vicente del Bosque.