I 70 anni della Vespa, quando la meglio gioventù scoprì le due ruote

Tutto è pronto per celebrare i settant’anni della Vespa: il mitico scooter che, tra gite fuori porta, fughe romantiche e passeggiate al mare a cavallo di un sellino, fece scoprire il gusto delle ruote alla meglio gioventù italiana. Nell’immaginario collettivo ha contribuito a rimettere in moto l’Italia post-bellica e dei primi ancheggiamenti del twist, rilanciando ancor prima del boom dei favolosi anni Sessanta l’idea di un Paese in cammino verso nuove mete. Intramontabile fenomeno di costume, simbolo di libertà e di avventura, ha rappresentato da subito la prova tangibile dell’ingegno tipicamente italico e del più avanguardistico design made in Italy. Prototipo scopiazzato e invidiato ovunque, clonato dall’India al Brasile, omaggiato al Moma di New York e assurto di diritto alla gloria di eterno simbolo del Bel Paese “in moto”, su due ruote, diretto alla conquista del progresso, la Vespa oggi è anche un oggetto di culto vintage al centro di raduni di appassionati di mezzo mondo: e anche con loro festeggerà i suoi sette decenni, anni che non ne hanno minimamente intaccato smalto formale e valore sociale.

 I 70 anni della Vespa

La Vespa, lo scooter più famoso e venduto al mondo – 18 milioni di esemplari venduti fino dappertutto – festeggerà il suo compleanno il 23 aprile: fu in quel giorno del 1946, infatti, che venne depositato a Firenze il brevetto. E nello stesso anno, il debutto: la prima Vespa è la 98cc, prodotta in duemila esemplari. Ed è in onore di tanto blasone inaugurale – e di tutto quello che sarebbe vebnuto dopo – che la Piaggio celebrerà il suo scooter mito proponendone una versione celebrativa, in uscita a metà anno, caratterizzata da cromie speciali. E sempre per il 70° anniversario il gruppo si prepara a inaugurare in aprile il nuovo stabilimento automatizzato di verniciatura a Pontedera (Pisa), storica sede della Piaggio e storica fabbrica delle Vespe. del resto, anche la festa si terrà in casa a Pontedera: il 22 aprile con l’inaugurazione al museo Piaggio della mostra In viaggio con Vespa. Un’avventura lunga 70 anni, e poi, dal 23 al 25 aprile, con il raduno degli appassionati – vespisti in arrivo dall’Italia e dall’Europa – che apriranno la strada al concerto di Enrico Ruggeri previsto per il 24.

Vespa: il mito, i suoi record, i suoi testimonial

Era lo scooter destinato a diventare il più famoso al mondo, nato dall’intuito di Enrico Piaggio, che voleva riconvertire l’azienda di aeroplani di famiglia, e dal genio di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico che non amava la motocicletta: insieme al disegnatore Mario D’Este, ne progettò una, l’Mp6, che ne avesse le prestazioni ma con la «popolarità della bici e l’eleganza e la comodità dell’automobile». Poi arrivarono gregory Peck e Audrey Hepburn che con Vacanze romane divennero gli insostituibili testimonial del mito nonostante siano decine e decine le pellicole che l’hanno in qualche modo immortalata. Il resto è storia. La storia di un susseguirsi di prototipi, versioni speciali e modelli ad hoc, di campagne pubblicitarie che hanno scritto alcuni dei capitoli più significativi e noti della storia della comunicazione, di astuzie del marketing e di conquiste della tecniche declinate a un mito che ha raccontato e simboleggiato un Paese in viaggio. Ecco allora, in pillole, alcuni dei record e delle curiosità legati al mondo della Vespa.

1) A battezzarla ci pensò Piaggio: la forma ampia ma dal “vitino” stretto gli ricordò una vespa.

2) Il primo modello uscito dallo stabilimento di Pontedera, che non ha mai smesso di fabbricarla, fu la Vespa 98cc. Duemila esemplari la prima produzione del ’46, più che quadruplicati l’anno dopo quando esce la 125, «non una motocicletta – recita la pubblicità – ma piuttosto una piccola vettura a due ruote», un milione a 10 anni dal debutto.

3) I vespisti “dilagano”, anche fuori confine: nel 1950 parte la produzione in Germania, nel 1953 sono diecimila le stazioni di servizio nel mondo e i Vespa club, ideati dallo stesso Piaggio, contano 50.000 iscritti (oggi sono 60.000), mentre nel 1951 alla Giornata italiana della Vespa sono in 20.000.

4) La casa di Pontedera anche nelle campagne pubblicitarie fa storia, segnando i cambi d’epoca. Tra tutte la più famosa, e surreale, «Chi Vespa mangia le mele (chi non Vespa no)», inventata nel 1969 da Gilberto Filippetti: divide il mondo e “schiera” lo scooter con i giovani. Tra i testimonial in prestito alla Vespa, invece, i migliori come anticipato rimangono sempre Gregory Peck e Audrey Hepburn.

5) La Vespa dei record fa boom, anche di modelli, versioni e varianti: più di 150 in 7 decenni. La più ricercata dai collezionisti è la 125 U (che sta per utilitaria): lanciata nel 1953 per far concorrenza alla Lambretta Innocenti, estetica spartana ma costo ridotto, è prodotta in soli 7.000 esemplari. Le più longeve la mitica 125 Primavera (varo 1968) e la successiva Px (1977), il “vespone” che vanta il primato di singolo modello più venduto: 3 milioni.

E ancora oggi la Vespa torna a viaggiare: in un decennio triplica le vendite (complessivamente quasi un milione e mezzo, 166.000 l’anno scorso) e le fabbriche. Allo stabilimento di Pontedera si affiancano prima quello vietnamita di Vinh Phuc, poi quello indiano di Baramati. Nel 2003 nasce la Granturismo, la più grande e potente, nel 2012 la 946 che rievoca nel nome il suo anno di nascita, ma guarda al futuro, e nel 2015 esce in una nuova veste firmata da Giorgio Armani. Affiancata, in commercio, dalla Primavera, la Sprint, la gamma Gts dalla grande scocca: ultime nate di una scuderia di razza che ha fatto epoca.