Gli Imam ordinano di non pregare per le vittime dell’Isis: sono “infedeli”

Le intenzioni erano buone: celebrare, in tutte le moschee di Bruxelles, il 25 marzo scorso, una Giornata nazionale contro il terrorismo promossa dal Consiglio dei teologi, con tanto di invito a tutti gli imam del Belgio a condannare “fermamente” gli attentati terroristici e a consacrare il sermone del venerdì “al rifiuto di ogni forma di radicalismo, fanatismo e terrorismo”. E così è stato. Peccato che il gesto più importante, quello della preghiera per le vittime, sia stato respinto. Come informa “Avvenire“, “in un primo momento l’Esecutivo dei musulmani di Belgio aveva annunciato l’intenzione di far leggere in tutte le moschee una dichiarazione comune. Ma la proposta è stata respinta dal Consiglio dei teologi dello stesso Esecutivo. Così come è stata respinta la richiesta che gli Imam oggi recitassero la sura “Al-Fatiha” per le vittime degli attentati. Il diniego è stato motivato con la constatazione che le vittime non sono tutte musulmane. Una posizione, questa, che manca di fermezza, a detta di alcuni membri della comunità musulmana belga”. Respinto anche il minuto di silenzio da tenere in memoria delle vittime delle stragi. Buone intenzioni infrantesi, dunque, contro i precetti ideologici dell’Islam, che non contemplano la pietà per i morti che non abbiano aderito alla religione musulmana, anche se vittime degli stessi estremisti che si rifanno ai dettami, presunti o veri, di quella stessa religione…