Il giudice De Cataldo parlava al telefono con Buzzi. Gli atti al Csm

Non erano solo i politici a parlare con Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative rosse romane socio dell’ex-Nar Massimo Carminati considerato  dalla procura capitolina guidata da Giuseppe Pignatone il fulcro dell’inchiesta ribattezzata Mafia Capitale. Ad intrattenersi al telefono con lui, in più di una conversazione dai toni insolitamente familiari c’è anche il giudice-scrittore Giancarlo De Cataldo, il cui nome forse dirà poco al grosso pubblico a differenza delle sue fatiche letterarie  – Romanzo criminale Suburra – trasformate in omonimi cult movie grazie a registi come Michele Placido e Stefano Sollima.

De Cataldo è l’autore di “Romanzo criminale” e “Suburra”

Si tratta – va sottolineato – di conversazioni del tutto irrilevanti sotto il profilo penale ma che il procuratore Pignatone ha inviato ugualmente a Palazzo dei Marescialli, dove già lunedì prossimo il Csm ascolterà De Cataldo. In una di queste telefonate Buzzi – ora sotto processo e ritenuto il braccio organizzativo dell’associazione guidata da Carminati – propone al magistrato, che è consigliere alla Corte d’appello di Roma, l’acquisto di obbligazioni della Cooperativa 29 giugno, di cui è presidente; una proposta a cui segue l’invio del relativo prospetto informativo. Nella stessa conversazione, dal tono molto confidenziale, Buzzi informa De Cataldo che Carminati è al lavoro in un’altra delle sue cooperative.

Al telefono toni confidenziali tra i due

Stralci della telefonata (Buzzi: «Oh lo sai chi lavora co’ noi? Che te fai una risata ora, che è venuto a lavorà co noi? ». De Cataldo: «Chi è? Ma chi...» Ancora Buzzi: «Carminati, c’ho pure Carminati mo») sono stati pubblicati dal sito del Fatto Quotidiano. E proprio al sito on line diretto da Peter Gomez il magistrato ha dichiarato di ricordare quella conversazione ma di non aver mai sottoscritto le obbligazioni che gli furono proposte. E’ stato lo stesso giudice-scrittore a chiedere al Csm di essere sentito. L’audizione avverrà davanti alla Prima Commissione, dove pende una pratica sulla vicenda aperta su richiesta del togato di Autonomia&Indipendenza Aldo Morgigni, dopo la pubblicazione sulla stampa di alcuni sms tra il magistrato e Buzzi.