Il furbetto dell’ospedale: in sala giochi mentre era di turno. Medico nei guai

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In sala giochi invece che nel suo reparto in ospedale, ma anche a casa a cena durante il turno di lavoro e a festeggiare il Capodanno nonostante fosse di servizio. Sono alcune delle irregolarità contestate dalla polizia di Stato a un medico dell’ospedale Regina Margherita di Comiso che è stato denunciato alla Procura di Ragusa per truffa aggravata. L’autorità giudiziaria ha disposto un sequestro preventivo per complessivi 10mila euro, ritenuti il danno economico cagionato all’Asp per retribuzione e straordinario che, secondo l’accusa, non gli erano dovuti.

L’indagine è stata avviata nel 2013 dal locale commissariato di polizia dopo un esposto. Sono scattati i primi appostamenti dopo una segnalazione: il 15 novembre il medico in servizio dalle 14 alle 20, e poi reperibile fino alle 8 dell’indomani, alle 19.15 è visto uscire in auto dall’ospedale andando in una sala giochi online, dove è rimasto fino alle 20. Gli stessi orari e le stesse modalità sono state riscontrate dai poliziotti tre giorni dopo. Le indagini sono durate fino al febbraio 2014 e sono state “ripetute”  tra luglio e agosto del 2015, accertando le stesse condotte da parte del medico ritenuto assenteista. La presunta truffa, secondo quanto emerge dalle indagini del commissariato della polizia di Stato di Comiso, sarebbe avvenuta anche in periodi festivi. Il 31 dicembre 2013 il medico, in servizio dalle 14 alle 20 e con seguente reperibilità fino alle 8 del 1 gennaio, ha timbrato il badge di ingresso ed è uscito dall’ospedale appena tre minuti dopo. Rientrato, è uscito definitivamente alle 18.17: secondo l’accusa per potersi recare a festeggiare il Capodanno. Nell’ospedale, infatti, è rientrato alle 00:47, dopo la mezzanotte, dell’1 gennaio, quando ha timbrato il badge in uscita e andare via subito dopo, ricostruiscono gli investigatori, senza neppure essere passato in corsia. Altre volte il medico è stato ripreso da telecamere mentre timbra il cartellino alle 12:59 per uscire qualche minuto dopo; andare via alle 19:07 e rientrare alle 23:05 esclusivamente per ripassare il badge. Poliziotti in borghese lo hanno anche pedinato trovandolo in una sala giochi quando risultava essere, invece, in servizio. Il fascicolo dell’inchiesta, coordinata dal procuratore Carmelo Petralia, sarà a disposizione nei prossimi giorni dell’Asp per gli eventuali provvedimenti amministrativi che l’Azienda sanitaria provinciale riterrà di dovere prendere nei confronti del professionista.