FdI, dall’Ufficio di Presidenza unanime sì alla candidatura di Giorgia Meloni

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Si è concluso l’Ufficio di Presidenza di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale che all’unanimità si è detto favorevole alla candidatura di Giorgia Meloni a Sindaco di Roma. Il presidente di FdI comunicherà domani la sua decisione definitiva dopo aver sentito gli alleati del centrodestra.

Sulle dichiarazioni Bertolaso prima e di Berlusconi poi riguardo alla possibile candidatura della Meloni sono arrivate nel corso della giornata numerose dichiarazioni di esponenti del centrodestra. Le affermazioni di Bertolaso sualla maternità della Meloni dimostrano , secondo Matteo Salvini, che il cabdidato di Berlusconi è «fermo a 50 anni fa, è pieno di mamme che lavorano e donne che lavorano, incinte e dopo il parto». A parere invece di Giovanni Toti «Berlusconi è stato coerente: ha parlato a lungo con Salvini e con Meloni e sul nome di Bertolaso c’era l’accordo. Ma cambiare idea è legittimo, ne prendo atto, ma non si mistifichi la storia. E comunque, alla fine bisogna trovare una soluzione. A Giorgia, più volte, sono stato anche io a chiederle di candidarsi, ma ha sempre detto no. Ripeto, cambiare idea è legittimo». Secondo Francesco Storace «in questa vicenda Salvini è quello che si è comportato meglio perché se Bertolaso cade è anche per merito del leader della Lega». «Quello che mi stupisce – insiste il candidato de La Destra –  è che si dica che Bertolaso non è unificante e poi si candida Meloni che non lo è a sua volta. Se pensano di farci assistere al derby Bertolaso-Meloni sono dei pazzi: bisogna smettere di parlare di alleanze, puntare al Campidoglio e credo ci sarà un grandissimo risultato». Sulle dichiarazioni di Bertolaso è intervenuta anche la presidente della Camera Laura Boldrini: «Solo Giorgia Meloni e nessun altro ha il diritto di decidere quello che intende fare». «La maternità – spiega Boldrini – è una cosa bellissima che dà alle donne più forza e determinazione. Non certo una deminutio. Trovo inopportuna ogni considerazione che vuole che la donna incinta sia vista come ammalata o incapace di fare quello che altri fanno. Testimonia una dimensione penalizzante, molto antica e che non prende atto del fatto che la gravidanza non è una malattia: tante donne incinta lavorano e fanno tanto altro».