Festa del papà: la “Sfida dei lavoretti” per dire che il 19 marzo non si tocca (gallery)

Se “la mamma è un concetto antropologico”, figurarsi il papà. Per questo, in questi tempi di ideologia gender, non stupisce più di tanto l’accelerazione per cercare di cancellarne la figura, a partire dalla negazione della sua festa.

Niente festa del papà in ossequio al gender

Niente lavoretti , quindi, per quei bambini che hanno avuto la sfortuna di incappare in maestre o dirigenti scolastiche politicamente corrette, ritrovandosi privati – loro per primi – di un momento di gioia, tenerezza, soddisfazione e orgoglio per quei manufatti che sono bellissimi, anche se talvolta si stenta davvero a capire cosa rappresentino.

La sfida social dei lavoretti

Così, in attesa di vedere se e come celebreremo il genitore 1 e il genitore 2, noi del Secolo d’Italia abbiamo deciso di celebrare ancora il papà e, soprattutto, di rendere omaggio a quel gesto d’amore che i figli gli rivolgono in questo giorno. Lanciamo quindi la nostra piccola sfida al web, “La sfida dei lavoretti”, postando una fotogallery di disegni, frasi e strani collage dei nostri figli e dei figli di altri genitori che hanno voluto contribuire a questa idea, sperando che il guanto venga raccolto da quanti più utenti possibile. Non per discriminare chi di papà ne ha due o nessuno, ma per ricordare che “Ti voglio bene papà” (come “Ti voglio bene mamma”) non è una frase frutto di una distorsione sociale, ma l’espressione dei primi, più istintivi e più naturali sentimenti dell’essere umano. E anche per ribadire che negare a molti per soddisfare pochi non potrà mai rappresentare un momento di vera crescita sociale.-