Euribor, anche i banchieri piangono: da Londra cinque mandati di cattura

I magistrati britannici hanno ottenuto un mandato di arresto europeo per cinque banchieri sospettati nell’ambito dello scandalo sulla manipolazione dell’Euribor. Lo riferisce il Financial Times online, precisando che quattro dei ricercati sono in Germania e sono ex funzionari Deutsche Bank (Andreas Hauschild, Joerg Vogt, Ardalan Gharagozlou e Kai-Uwe Kappauf) e uno in Francia, Stephane Esper, ex-trader di Societè Generale. I cinque dovrebbero essere processati a settembre a Londra con altri sei imputati di Db e Barclays.

Manipolati i dati per fissare l’interesse medio delle banche

L’Euribor (acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee e che viene utilizzato da primari istituti di credito per operazioni a termine effettuate sul mercato interbancario con scadenza una, due e tre settimane, e da uno a dodici mesi. L’Euribor varia solamente in funzione della durata del prestito e non dipende dall’ammontare del capitale. La comunicazione dei dati è su base volontaria per le varie banche, l’Euribor è calcolabile se partecipano almeno 12 istituti di credito. La nascita dell’Euribor è avvenuta, contestualmente a quella dell’Euro, il 1º gennaio 1999; più precisamente il primo tasso Euribor è stato definito il 30 dicembre 1998, con validità dal 4 gennaio 1999. Attualmente viene “fissato” giornalmente dalla European Banking Federation (Ebf) come media dei tassi di deposito interbancario tra un insieme di banche, oltre 50. Per l’Italia contribuiscono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Ubi Banca.

Su Euribor indaga anche la procura di Trani

Dal luglio 2012 il tasso Euribor è al centro di un’inchiesta da parte della procura di Trani, in merito alla possibilità che intorno a tale tasso si possano essere verificati fenomeni di manipolazione del mercato, con conseguente truffa ai danni di risparmiatori e mutuatari, calcolati per il solo mercato italiano in circa 3 miliardi di euro, nelle ipotesi della procura.