Erdogan batte cassa con l’Europa. E intanto chiude i giornali di opposizione

Erdogan batte cassa con l’Europa. Dopo aver mandato la polizia in redazione. Incredibile, ma vero. E la Comunità Europea tace, si volge dall’altra parte. E, magari, sollecitata dalla signora Merkel, assai attenta agli affari suoi, si attiverà per rimpinguare le casse di Ankara. Il licenziamento del direttore del quotidiano di opposizione Zaman è stata solo l’ultima di una serie di iniziative di Erdogan per limitare la voce libera degli oppositori. Non contento di perseguitare i curdi e di mostrarsi per lo meno ambiguo col jihadismo terrorista (Mosca l’ha accusato apertamente di sostenere il Califfo), il presidente turco adesso alza pure la voce e reclama per se quello che il vecchio Continente gli ha inopinatamente promesso: “La Turchia ha salvato quasi 100mila rifugiati nel Mediterraneo orientale, ma l’Ue deve ancora darci i 3 miliardi di euro promessi quattro mesi fa”. Eccolo Erdogan. Ecco l’uomo che si è insediato al potere ad Ankara e che ha deciso, in quattro e quattr’otto il sequestro del quotidiano Zaman e il licenziamento del suo direttore precedentemente finito in carcere per quanto scritto sul conto del nuovo Sultano dei Dardanelli. Fatto che non ha minimamente scomposto l’Ue. Il tentare di mettere a tacere quella che fino ad oggi è ed è stata la principale voce critica contro la deriva autoritaria in Turchia, non sembra avere avuta alcuna audience in Europa. Non frega niente a nessuno della libertà di stampa in Turchia. Il sequestro di Zaman del resto è intervenuto, venerdì, nel giorno stesso in cui il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk negoziava coi turchi un accordo sui rifugiati: un fatto accaduto perciò nel più assordante silenzio. Senza grida d’allarme nell’Unione. Senza che alcuno minacciasse o promuovesse sanzioni o ritorsioni. La Turchia di Erdogan può fare ciò che vuole. Può chiudere i giornali di opposizione, può incarcerare chi dissente, può perseguitare etnie come i curdi e nessuno, né europeo né americano avrà nulla da ridire. Anzi, come da perentoria richiesta di Erdogan, l’Europa stessa è già pronta: invierà i tre miliardi di euro promessi. Perchè quelli sono turchi sunniti, mica cristiani russi!