Dio salvi il piccolo Tobia: la sua “madrina” sarà Luxuria. Povero bimbo…

Una volta i cosiddetti intellettuali organici “de sinistra” – soprattutto quelli del cinema e della letteratura – sostenevano che la classe operaia andava in Paradiso. Magari dopo aver patito le pene dell’Inferno in terra, magari proprio a causa della sinistra. Oggi che tutto è cambiato i cantori reduci del marxismo e del comunismo, non avendo più sottomano tute blu e operai, vanno in California. Ma non per evitare il sempre più mite inverno italico, quanto per approfittare dei vantaggi concessi dalla legislazione americana in materia di utero in affitto, si legge su “Libero“.

Il capitalismo, quando c’è di mezzo un figlio, piace a Nichi Vendola

«Ci sono situazioni in cui i diritti delle donne possono essere conculcati. La strumentalizzazione mercantile di una donna può essere veramente un pericolo», sostiene l’ex governatore della Puglia, ospite l’altra sera di Matrix, il programma di Canale 5 condotto da Luca Telese, «e ci sono Paesi in cui questo non accade: penso a Israele, Stati Uniti d’America e Canada». Paesi che Vendola, sino a ieri, non ha mai particolarmente amato. Ma per un figlio questo ed altro. E pazienza se, come racconta Il Corriere della Sera, per soddisfare il proprio bisogno di paternità occorre metter mano al portafoglio, pagando una cifra che va dai 45 mila dollari per le donne che prestano l’utero ai 150 mila dollari per coprire le spese dell’intera procedura.

A Vendola il figlio è costato 150.000 dollari

Secondo quanto riportato da Dagospia, il sito di Roberto D’Agostino, il padrino di battesimo del figlio di Nichi Vendola potrebbe essere Vladimir Luxuria. Non male, per una situazione «delicata». Se l’indiscrezione venisse confermata, un bei giorno Tobia Antonio, questo il nome scelto dalla coppia, dovrà capire che sua madrina/padrino si fa chiamare Vladimir Luxuria, sembra una donna, ma in realtà è un trans. E che all’anagrafe è segnato come Vladimiro Guadagno. Una situazione molto delicata, tanto che Stefano Fassina, esponente di Sinistra Italiana e candidato a Roma per le amministrative, sostiene che «i diritti individuali hanno un limite e i figli non sono un diritto. Da Vendola non me lo aspettavo».