Dicono che l’Europa sia stata colpita al cuore. Ma l’Europa non esiste

Oggi Bruxelles. Ieri Parigi. L’altro ieri Madrid. E ancor prima Londra. Una dopo l’altra le Capitali del Vecchio Continente. E speriamo che Roma la scampi, che il tributo sia stato già pagato nel 1973 con la strage di Fiumicino. Speriamo. Perché poco altro possiamo fare. Possiamo ragionarci sopra e sperare. Cosicché, lasciata all’imponderabile o al divino la speranza, non ci rimane che riflettere. L’Europa colpita al cuore, Il Terrore in Europa: In queste ore e nelle successive si sprecheranno frasi simili. Ad effetto. E tutti a convenire. E tutti a chiedere più Europa. Più sinergie tra le polizie. Più collegamenti tra i servizi di intelligence. Più solidarietà e più politica comune. Più, più e più ancora Europa. Gli appelli saranno tanti e praticamente all’unisono. Come è accaduto ogni volta, in ogni tragica occasione di lutto. Appelli per i media. Fuffa contrabbandata per volontà. Perché i primi a sapere che l’Europa non c’è, che l’Unione europea è un simulacro tanto fasullo quanto inconsistente sono proprio i suoi esegeti. Gli europeistituttid’unpezzo. Quelli che traccheggiano e traggono profitto da un sogno di alcuni drammaticamente rimasto tale. Subito dopo l’attacco a Bruxelles i francesi, per bocca del ministro dell’interno, hanno deciso di presidiare e chiudere a loro piacimento le proprie frontiere. I tedeschi faranno lo stesso. Mentre i muri e il filo spinato sorgono quasi spontanei nell’area Shengen. Se i terroristi jihiadisti hanno pensato di infliggere un altro colpo all’Europa essi hanno fallito ancora. Perché non si può colpire ciò che non esiste. E, fino a prova contraria, l’Europa è una mera espressione geografica. È la definizione con la quale si chiama uno dei 5 Continenti emersi. E nient’altro.