Comunali, Gasparri pensa a una legge per impedire le candidature di disturbo

Basta con le comunali trasformate in una passerella per narcisi. Le elezioni sono un appuntamento serio che non può essere svilito per le manie di protagonismo di improbabili candidati senza alcun radicamento nelle città in cui si presentano. E così Maurizio Gasparri (FI) annuncia un’apposita proposta di legge: “Serve una legge per impedire che le elezioni amministrative diventino il festival dell’improvvisazione. Assistiamo da anni al fiorire di candidati a sindaco, molti dei quali non hanno alcun consenso reale ma sfruttano questa ribalta politica per velleitarismi personali, creando solo confusione nell’elettorato. Per questo ho presentato una proposta di legge che ha lo scopo di spingere coloro che intendono candidarsi a una più attenta valutazione delle proprie potenzialità e del proprio radicamento sul territorio. Ogni candidato dovrà versare una cifra (15mila euro se ci si presenta in un Comune con meno di 15mila abitati e il doppio nei Comuni con popolazione superiore) che, se non si raggiunge almeno il 3 per cento dei consensi, andrà devoluta in beneficenza”. Una legge pensata, dunque, per ostacolare le cosiddette candidature di disturbo.  “Giacché spesso si fanno scelte esclusivamente per soddisfare il proprio protagonismo – sostiene Gasparri – una cifra da rendere preliminarmente può rappresentare un primo ostacolo per impedire i troppi candidati di disturbo. E se qualcuno non sa fare i conti con il proprio elettorato, almeno li fa con la propria tasca. I più bisognosi, sono certo, ne trarranno grande beneficio”.