La casa è del Comune? L’affitto non si paga. A Roma morosità dell’85%!

Non esiste città, né Paese al mondo, dove un inquilino che non paga l’affitto da un quarto di secolo continui a occupare l’appartamento tranquillo e sereno. Se si eccettua, naturalmente, Roma. Negli ultimi quindici anni il tasso di morosità medio delle abitazioni di proprietà del Campidoglio nel centro storico è stato dell’85 per cento. Con occupanti che non pagano addirittura dal 1990. Sia chiaro: non parliamo di indigenti. Né di catapecchie cadenti. O di canoni astronomici, se è vero che in alcune delle vie più prestigiose tipo Borgo Pio, a cento metri da San Pietro, c’è, come ha raccontato qualche mese ha sul Corriere.it, chi ha un contratto da euro 10,29 mensili. E se e vero che fra le oltre 25 mila abitazioni per cui i canoni so no consultabili pubblicamente ce ne sono anche 7.066 affittate a 7 euro e 75 centesimi al mese, ricorda “Il Corriere della Sera“.

Il tasso di morosità medio delle abitazioni di proprietà del Campidoglio nel centro storico è stato dell’85 per cento

Il bello è che la colpa non è soltanto dei furbacchioni, per dirla alla romana, che ci marciano. Ma anche di chi non si è mai preoccupato davvero di riscuotere neppure quell’affitto da fame. Sembra incredibile: trascorrono i decenni, cambiano le stagioni politiche, però le cose vanno sempre allo stesso modo. Nell’ultimo anno, con tutto quello che succedeva, fra gli scandali di Mafia Capitale e la travagliata uscita di scena dell’ex sindaco Ignazio Marino, si è avvertita appena una scossettina.

Su bollettini per 50 milioni di euro spediti agli inquilini, non sono entrati nelle casse comunali che 25 milioni.

E ci potremmo addirittura leccare le dita, a giudicare dall’andazzo storico. Proprio qui sta il punto: le responsabilità. È del tutto evidente che qualunque mossa per ripristinare la normalità dei rapporti fra proprietario pubblico e affittuari privati è destinata a fallire senza individuare e sanzionare i colpevoli dello sfascio perpetrato finora. Ecco perché le pubbliche dichiarazioni di guerra alla morosità e all’indecenza dei canoni, ai quali nessun sindaco si è sottratto, non hanno mai prodotto alcun risultato. Il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca assicura di aver spedito ai magi strati la lista dei funzionari che si sono avvicendati negli anni, per le iniziative del caso. Che incontreranno non poche difficoltà nell’accertamento delle responsabilità, considerato che gran parte dei contratti sono datati in anni per cui sono già scattate le prescrizioni.