Canzoni di lotta al “Memorial Massimo Morsello” (video e fotogallery)

Otto ore di musica, immagini e poesia; 70 canzoni suonate sul palco da otto gruppi musicali diversi; venti stand, video, mostre fotografiche e molto altro: è la sintesi del Memorial Massimo Morsello organizzato a Milano da numerose associazioni culturali e politiche per ricordare il grande cantautore romano scomparso quindici anni fa. Malgrado i timori della vigilia, la kermesse è riuscita benissimo, e anzi si è svolta al prestigioso Teatro Principe in viale Bligny, a due passi dal Duomo, nel cuore di Milano, e non in qualche capannone di perfieria come i soliti noti della sinistra avevano ipotizzato. E malgrado le minacce di concentramenti e contestazioni da parte dell’ultrasinistra, nessuno si è fatto vedere. I meno giovani ricorderanno senz’altro che era proprio a viale Bligny che Avanguardia Operaia, gruppo da cui uscirono i responsabili dell’assassinio di Sergio Ramelli, aveva il suo “covo”. I vari gruppi politici milanesi hanno organizzato la cerimonia in modo impeccabile: circa mille giovani – e meno giovani – hanno assistito al commovente concerto di musica alternativa teso a ricordare uno dei suoi più grandi interpreti, Massimo Morsello, Massimino, da qualcuno chiamato il De Gregori nero per il suo timbro di voce. Racconta Emanuele, del gruppo musicale Hobbit nonché direttore artistico della serata, che era stata allestita una mostra fotografica con immagini inedite e familiari di Massimino, fornite dalla famiglia, che non ha voluto mancare all’evento. È stato proiettato un video biografico, che racconta tutte le esperienze del cantautore, dall’adolescenza, all’impegno politico, alla passione per la musica, alla sua militanza nella comunità che non lo ha mai dimenticato. C’erano, come si è detto, anche una ventina di stand: librari, di materiale dei gruppi, e anche di magliette in edizione limitata studiate per l’evento, che sono andate a ruba. Particolarmente apprezzato lo stand gourmet, organizzato dall’Hobbit clan Italia con prodotti del territorio, in nome di una valorizzazione dei prodotti italiani.

Commozione e ricordi per le canzoni alternative

Al concerto hanno partecipato otto gruppi musicali: i primi a salire sul palco gli Adunata sediziosa, Emanuele e Mario degli Hobbit, che hanno aperto la serata con una delle prime canzoni di Massimino, Il battesimo del fuoco, che ha suscitato emozioni e ricordi tra il pubblico. Sì, perché la serata prevedeva che ogni gruppo avrebbe suonato sia canzoni di Morsello sia proprie. Emanuele e Mario hanno anche proposto Hiroo Onoda e Autostrada, sempre del cantautore romano. Poi è toccato a due grandissimi intepreti della musica alternativa, Junio Guariento, già della Compagnia dell’Anello e Jack Marchal, cantautore francese, grafico, disegnatore e musicista, inventore, tra l’altro del famoso rat noir, il topo nero con la celtica e il bastone che ancora oggi possiamo vedere sulle pagine della rivista culturale La Voce della Fogna. I due hanno proposto gli apprezzati brani Sulla strada, Alain Escoffier e, di Massimino, Buon anno professore, dedicato al professor Di Bella. Ma l’apoteosi, e uno dei momenti più commoventi di tutto il concerto, c’è stato quando Guariento e Marchal hanno suonato Il domani appartiene a noi, canzone-simbolo dei giovani rivoluzionari di un tempo, e speriamo anche di oggi, con tutta la sala in piedi che cantava e forse piangeva. Dopo è toccato a Skoll, giovane e bravissimo cantautore milanese che ha aperto la sua esibizione con Marzo, canzone da lui dedicata a Morsello, per poi eseguire le cover Vandea, Palestina, Perché ci hai dato la vita, Bella luna, dedicato da Massimo alla figlia Benedetta, e l’indimenticabile Scusate ma non posso venire. I Topi Neri hanno cantato Intolleranza, Figli di una frontiera, e un’applauditissima Piccolo Attila, di Gabriele Marconi, dedicata a Nanni De Angelis. La Vecchia Sezione ha cantato in apertura, proprio per il discorso accennato prima, Generale di Francesco De Gregori, poi Più forti di voi, Noi non siamo uomini d’oggi, un po’ il manifesto culturale e politico di Massimo Morsello, e Roma. I Bullets hanno proposto una versione molto rock della canzone di Massimo I miei amici, molto apprezzata, intepretando poi Angelo, una delle loro canzoni più famose. Penultimi gli Hobbit, che hanno proposto alcune canzoni contenute nel loro ultimo album Di qui non si passa, proponendo poi Vostro onore, il nostro povero cuore e I nostri canti assassini, le ultime tre di Morsello, con tutti i gruppi sul palco a cantare e suonare e la folla letteralmente in delirio. Al gruppo pugliese dei Testvdo è toccato l’onore di chiudere la serata, e lo hanno fatto riproponendo la canzone di Massimo Leon Degrelle, oltre alle loro Centocelle e Giovani cuori, quest’ultima dedicata ai giovani e giovanissimi della Repubblica Sociale. In conclusione, dice ancora Emanuele, è stato un momento di ricordo e di unificazione per tutto un ambiente che crede ancora in certi valori e idee.

Proponiamo alcune foto dell’evento e un video di Massimo Morsello.

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