Campobasso, donna incinta di cinque mesi muore in ospedale

Ancora una donna incinta morta in ospedale, dopo la visita e le dimissioni. La storia sembra ricalcare le orme di altri tristi precedenti che, nei mesi scorsi, e nel giro di poche settimane, dalla Lombardia al Veneto, hanno accomunato le drammatiche sorti di future mamme mai arrivate a partorire.

Campobasso, donna incinta di cinque mesi morta in ospedale

Ora il dramma si riprete: questa volta a Campobasso, dove una donna rumena incinta, che viveva a Trivento (Campobasso) ed era sposata con un italiano, è morta nella notte all’ospedale Cardarelli della città dopo essere stata in un primo momento dimessa. La giovane, una straniera di 33 anni, era arrivata nel pomeriggio di venerdì al pronto soccorso dello stesso nosocomio accusando dolori all’addome, con perdite ematiche, come risulta da una prima ricostruzione. Secondo fonti interne all’ospedale alla donna, incinta da almeno cinque mesi – controlli interni all’ospedale circoscrivono il tempo a 25 settimane, ma sembrerebbe che la giovane abbia negato ai sanitari la gravidanza – pare sia stata diagnosticata una cistite emorragica e, a quel punto, è stata dimessa. Poche ore dopo però la situazione è precipitata. In casa la giovane ha avuto un parto spontaneo e ha perso il bambino. Nella notte la nuova corsa al Cardarelli dove è arrivata in gravi condizioni e dove è morta mentre i medici la stavano intubando. Sul caso della trentatreenne morta a Campobasso, già mamma di una bimba di 5 anni, indaga la Polizia: è stata sequestrata la cartella clinica e sono state già sentite alcune persone informate dei fatti.

La ricostruzione dei fatti del Capo Squadra Mobile di Campobasso

«Sono in corso le indagini, abbiamo sequestrato la cartella clinica e sentito diverse persone» ha dichiarato a riguardo il capo della Squadra Mobile di Campobasso, Raffaele Iasi, che poi ha proseguito: «Questa ragazza è arrivata venerdì pomeriggio al pronto soccorso ed è stata poi dimessa con una cura farmacologica». E fra il primo e il secondo ricovero, poi, c’è stato un parto spontaneo, la morte del feto e, poco dopo, la nuova corsa al cardarelli e il decesso della donna. «Una volta tornata a casa – ha spiegato infatti Iasi – la donna si è sentita male di nuovo e ha partorito spontaneamente il feto che avrebbe negato di avere in grembo». Oggi, al di là di quella che sarà la verità che farà piena luce sui fatti – il caso è affidato al sostituto procuratore Barbara Lombardi – resta il vuoto lasciato da quella mamma e da quel bambino che ancora doveva nascere, che da poche ore non ci sono più…