Bruno Vespa: «Renzi è il più cattivo di tutti. Mussolini non era crudele…»

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«Il Cavaliere gli invidia la cattiveria. E sono d’accordo. Renzi è un politico determinato con qualche punta di cattiveria. Come Margaret Thatcher o Winston Chrchill. Mussolini no, non aveva un animo crudele…». Nei vent’anni di Porta a Porta, Bruno Vespa in una lunga intervista al Fatto Quotidiano analizza i protagonisti della politica italiana e fa il punto sulla “sua” trasmissione riconoscendo che l’editore di riferimento della Rai è «sempre la maggioranza di governo». Non c’è nulla che Vespa vorrebbe cancellare o modificare, anche se ammette di aver sbagliato di tanto in tanto: «Forse ho dedicato troppe puntate al caso di Cogne, anche se rappresenta un episodio enorme per la criminologia e appassionava i media del mondo».

Bruno Vespa racconta “Porta a Porta”

Alla domanda se sia stato berlusconiano, Vespa risponde: «Neanche i miei figli sanno per chi voto. Però ripeto: dobbiamo essere grati a Berlusconi». Il suo merito? «Nel ’94 c’era una deriva antipatica in Italia con la sinistra di Achille Occhetto, il Cavaliere ha dato voce a chi non ce l’aveva». E spiega che il contratto con gli italiani è stata un’idea di Porta a Porta: «Berlusconi voleva fare l’annuncio, un patto con gli elettori, qualcosa del genere. E parlando assieme, gli abbiamo proposto di sceneggiare un accordo dal notaio». Nell’intervista Vespa si definisce antifascista e anticomunista. «Per me – ha detto – il fascismo è inaccettabile. Anche se poi l’ho studiato e posso affermare che qualcosa di buono l’ha fatto. Il comunismo l’ho visto, e spaventa. Negli anni 70 gli iscritti del Pci volevano affidare allo Stato i mezzi di produzione industriale».