Bertolaso sicuro: “Così convincerò Salvini. Ma se bocciato dico addio”

«In Protezione civile ero abituato ad avere il Piano A, B, C. Stavolta non ce n’è bisogno. Basta il Piano A. Convincerò Salvini, gli elettori che si presenteranno ai gazebo, sarò il candidato sindaco del centrodestra e poi il sindaco di Roma». Ma se ai gazebo il suo nome venisse bocciato? «Io non potrei candidarmi contro il volere degli elettori. Se il mio nome venisse respinto, ne prenderei atto. Non mi candiderò certo contro il volere della cittadinanza».Guido Bertolaso osserva dalla finestra il temporale tardo pomeridiano che si abbatte su Roma. E si prepara alla consultazione «imposta» alla coalizione da Matteo Salvini con spirito costruttivo, scrive “Il Corriere della Sera“.

Bertolaso: “Non mi candiderò certo contro il volere della cittadinanza”

Lei ha passato una vita a decidere in prima persona. Come ha vissuto queste tensioni sul suo nome? «È legittimo, per Salvini o chiunque altro, avere delle riserve. Come ho reagito io? Adesso le racconto una cosa. Ho iniziato la mia carriera al confine tra la Cambogia o la Thailandia, salvando donne e bambini mentre i khmer rossi sparavano contro le ambulanze. Uno con una vita del genere, secondo lei, quanto si lascia intimidire dalle perplessità altrui?». Non le fanno paura gli altri candidati? «Rispetto tutti. Ma non mi fa paura nessuno. E lo sa perché?». Ce lo dica. «Gli altri candidati promettono cose che gli scrivono i tecnici, di cui sanno poco o nulla. Io prometto cose che mi scrivo da solo, cose di cui già so». Alfio Marchini potrebbe portarle via un bel pezzo di elettorato moderato. «Mi dicono che alla sua convention c’erano molti personaggi che hanno girato vari partiti».

Bertolaso attacca Marchini: “è il “nuovo” che si fonda sul vecchio”.

Domani (oggi, ndr) ci sono le primarie del centrosinistra. «Lì ci sono alcuni candidati validi e altri meno». Chï? «Giachetti e Morassut. Li conosco entrambi. Entrambi validi». Conferma la sua «simpatia» per Giachetti, che tanto ha fatto arrabbiare Salvini? «Preferisco stare zitto. Altrimenti rischio di togliere voti al povero Giachetti». La candidata del M5S, Virginia Raggi, è sotto attacco per le sue vecchie collaborazioni professionali con Previti e i previtiani. «Sono attacchi strumentali a cui non mi accodo. Il passato dei miei sfidanti non mi interessa. E non li attaccherò mai su questo». Lei ha lavorato con 9 capi di governo. Con quali si è trovato meglio? «Ho lavorato benissimo con tutti, tanto con Prodi quanto con Berlusconi. Se dovessi citarne due, però, faccio il nome di Carlo Azeglio Ciampi, un presidente straordinario. E quello di Giulio Andreotti, il primo ad avermi chiamato».