Badante dà l’allarme: c’è una neonata nel cassonetto. Ma è lei la madre

Ha ceduto dopo un’ora di interrogatorio la giovane badante che in mattinata aveva denunciato il ritrovamento di una neonata in un cassonetto. Ha ceduto e ha ritrattato quanto fin a quel momento sostenuto tra contraddizioni e tentennamenti: è lei la mamma della piccola che ha provato ad abbandonare e che poi è tornata a riprendere e a soccorrere.

Neonata abbandonata: interrogata una giovane badante

Purtroppo, però, nonostante il ripensamento, questa storia non sembrerebbe prevedere un lieto fine: la donna, infatti, una badante ventisettenne di origine romena, che da poco risiede in Val d’Orcia, dove si prende cura di un’anziana signora non autosufficiente, avrebbe riferito ai carabinieri di non volere tenere la bambina. Tutto comunque è ancora in fase di elaborazione: dalla denuncia alle prime ore del giorno di domenica del ritrovamento della piccola, alla rivendicazione di maternità, sono passate diverse ore: ore di interrogatorio, ore in cui la donna è apparsa provata e confusa. E del resto, la situazione che la badante vive, con tre figli e un marito in Romania, in Val d’Orcia da appena sei mesi, non è tra le più facili; e a tutto va anche aggiunto che dopo aver confessato la giovane badante è stata denunciata per procurato allarme e simulazione di reato. Non solo: a quanto emerso fin qui sembra che, malgrado abbia appena partorito, la donna abbia scelto comunque di rifiutare le cure mediche.

La badante confessa: “Sono io la madre”

Da subito la ricostruzione fornita dalla giovane badante ai carabinieri è apparsa contraddittoria e lacunosa. Secondo alcune indiscrezioni, l’interrogatorio che si è svolto nella locale stazione dei carabinieri avrebbe ricostruito che il ritrovamento sarebbe avvenuto verso le 5 del mattino, mentre l’allarme sarebbe stato dato oltre 3 ore dopo. Non solo: la scatola dentro la quale sarebbe stata trovata la bambina non sarebbe stata rinvenuta. Secondo una prima ricostruzione, allora, la giovane donna romena avrebbe depositato la bambina nel cassonetto per poi pentirsene e riprenderla, portandola nella casa dove faceva la badante e dove è avvenuto il parto, senza che nessuno se ne accorgesse. I carabinieri avrebbero indotto la donna alla confessione dopo averle fatto notare alcune incongruenze sui tempi e sulle dichiarazioni rese fino a quel momento.

La ricostruzione dei fatti nelle parole della badante

“Ho portato la bambina in casa e l’ho avvolta in un asciugamano. Quando l’ho appoggiata sopra il letto, ho visto che respirava e sono tornata ad accudire la signora per cui lavoro”. Così la badante, che fino a quel momento aveva sostenuto di aver trovato la piccola in un cassonetto dell’immondizia, ha risposto a chi le chiedeva perché avesse atteso tanto prima di avvertire del ritrovamento. “Avevo paura e mi sono bloccata”, ha aggiunto la donna, che poi ha detto: “Come ho visto una vicina che passava, l’ho allertata ed è stata lei a chiamare i soccorsi”. In realtà, poi, come anticipato i carabinieri hanno indotto la badante alla confessione, dopo averle fatto notare alcune incongruenze sui tempi e sulle dichiarazioni rese fin lì: quindi sarebbe arrivata la verità. Alla base del gesto, in base a quanto trapelato, ci sarebbe una depressione post-parto dovuta alle difficili condizioni economiche.