Attentato di Ankara, arrestati i parenti dei terroristi del gruppo comunista Pkk

È salito a 37 morti il bilancio dell’attacco con un’autobomba compiuto domenica sera nel centro della capitale turca Ankara. Lo ha reso il ministro della Salute, Mehmet Muezzinoglu. Le vittime identificate finora con certezza sono 13. Lo riferiscono fonti di sicurezza all’agenzia statale Anadolu, che precisa che la Procura generale di Ankara ha incaricato 8 magistrati di supervisionare i risultati delle autopsie in corso. Una dei due terroristi suicidi che hanno compiuto l’attacco con un’autobomba nella capitale turca Ankara, uccidendo almeno 37 persone, è l’ex studentessa universitaria turca Seher Cagla Demir, che si sarebbe unita al Pkk curdo (di ispirazione comunista) nel 2013. È quanto scrive il quotidiano Sozcu, citando fonti vicine alle indagini. Le vittime identificate finora con certezza sono 13. Lo riferiscono fonti di sicurezza all’agenzia statale Anadolu, che precisa che la Procura generale di Ankara ha incaricato 8 magistrati di supervisionare i risultati delle autopsie in corso. Intanto la polizia turca ha arrestato nelle ultime ore 14 persone accusate di legami con il Pkk curdo, a poche ore dall’autobomba. L’operazione principale è avvenuta a Eskisehir, nel nord-ovest del Paese, dove sono state arrestati 12 sospetti, mentre altri due sono finiti in manette a Istanbul. Il prefetto di Eskisehir, Gungoz Azmi Tuna, ha riferito di accuse di «propaganda terroristica e coinvolgimento in diverse azioni», senza però indicare un legame diretto con l’attacco. La polizia turca ha inoltre fermato almeno 10 persone a Sanliurfa, nel sud-est del Paese al confine con la Siria, accusate di legami con i due terroristi suicidi che hanno ucciso 37 persone con un’autobomba ad Ankara.

Ankara,aumentato il numero delle vittime: sono 37

Tra i fermati ci sono anche familiari di almeno uno dei sospetti attentatori. Gli altri finiti in manette sono impiegati della concessionaria dove i terroristi si sarebbero procurati la Bmw bianca usata per l’attacco. Le persone fermate verranno portate ad Ankara per essere interrogate. C’è anche il padre del calciatore del Galatasaray e della nazionale turca Umut Bulut tra le vittime dell’attacco compiuto domenica. Lo riportano media locali. La vittima, Kemal Bulut, stava tornando a casa dallo stadio dopo aver assistito nel pomeriggio proprio a una partita del figlio, tra Genclebirligi e Galatasaray. L’attaccante ha ricevuto la notizia lunedì mattina mentre si stava allenando con la squadra a Istanbul. Si è appreso che al momento dell’esplosione dell’autobomba l’ambasciatore australiano James Larsen si trovava su un’auto a soli 20 metri di distanza, ma è rimasto illeso. A confermarlo è stato il ministro degli Esteri australiano, Julie Bishop: «Il nostro ambasciatore è scosso, ma concentrato nel fare il suo lavoro e garantire che tutti gli australiani che in questo momento possano aver bisogno di supporto in Turchia lo stiano ricevendo». Lo stesso Larsen è intervenuto con un messaggio su Twitter, dicendosi «inorridito dallo scioccante attacco terroristico».